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Internet veloce, lavori in ritardo Il Comune di Crespina Lorenzana cita in giudizio l’azienda
L'accusa per Open Fiber è di aver accumulato forti ritardi per gli interventi per la fibra ottica
CRESPINA LORENZANA. Il Comune di Crespina Lorenzana cita in giudizio la società Open Fiber perché, secondo il sindaco Thomas D’Addona, si sarebbero accumulati ritardi nei lavori per l’installazione della fibra ottica nel comune.
Crespina Lorenzana fa parte di quelle zone definite “a fallimento di mercato”. Aree lontane dai centri più importanti in cui la banda ultralarga per la navigazione veloce su Internet è già arrivata da anni perché, appunto, le condizioni del mercato sono favorevoli. Quelle “a fallimento” sono rimaste escluse dai lavori dei colossi delle telecomunicazioni, obbligando la Regione a stipulare un accordo con realtà come Open Fiber per la posa della fibra ottica nei paesi.
Open Fiber sta lavorando in provincia di Pisa per ottemperare all’accordo col governo della Toscana. Esiste un cronoprogramma che sta vedendo, via via, i vari paesi delle zone decentrate “collegati” con quel sistema di navigazione veloce sul web che ormai è ritenuto fondamentale per le famiglie, viste le necessità di studio coi sistemi multimediali dei figli e di svago con la diffusione dei dispositivi legati all’intrattenimento. Un utilizzo di Internet che è molto importante anche per le aziende, considerato che gran parte del lavoro si svolge per via telematica. Ma senza fibra ottica tutto questo resta un’utopia. Ecco perché gli interventi di Open Fiber vengono reputati di vitale importanza dalle amministrazioni comunali della zona che ancora sono “scoperte”.
Ed è per questo che D’Addona è arrabbiato al punto tale da citare in giudizio la società. «Avevamo un programma ben pianificato – dice il sindaco – Ma a oggi gli interventi non rispettano gli impegni assunti con particolare riferimento ai tempi di esecuzione programmati determinando un grave pregiudizio per la comunità amministrata. Prima dell’emergenza Covid stavamo studiando gli accorgimenti a livello di viabilità e organizzazione amministrativa per agevolare il compito di Open Fiber. Poi è arrivata la pandemia e, fatalmente, tutto ha subìto rallentamenti, se non veri e propri stalli. Ma ormai siamo al punto che i lavori non sono mai partiti e spesso ci arrivano comunicazioni di un imminente avvio degli interventi, con conseguenti chiusure di strade, senza mai vedere in moto ruspe e operai. Una situazione inaccettabile che pregiudica anche i lavori nei comuni interessati dalle opere di posa della fibra elettrica dopo di noi. Non intendiamo più essere presi in giro e vogliamo che l’opinione pubblica venga messa a conoscenza del fatto che, se la navigazione sulweb è ancora lenta, non è certo colpa del Comune ».
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