Sicurezza
Di nuovo in piazza per lo scandalo concerie
Il presidio di domani sarà capeggiato da Rifondazione: «Farsi da parte non basta, più controlli per la salute»
Nilo Di Modica
santa croce. Sarà ancora teatro di una protesta piazza del Popolo, che domani dalle 18 ospiterà un presidio organizzato da Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, lista pisana “Una città in comune” e sindacato Usb, che chiamano a raccolta militanti e cittadini intorno agli sviluppi dell'inchiesta “Keu”. L'obiettivo è quello di non far calare l'attenzione sulla vicenda dei fanghi conciari interrati in varie parti della provincia che ancora oggi attanaglia l'amministrazione santacrocese e non solo, con l'inchiesta che ancora è nella sua fase operativa. E se la sindaca Giulia Deidda, solo alcuni giorni fa, ribadiva in audizione alla commissione d'inchiesta regionale sul tema la sua estraneità ai fatti che le vengono contestati, i comunisti non ci stanno e partono all'attacco, richiedendo dimissioni e lanciando una campagna dal respiro regionale, che avrà come inizio proprio l'appuntamento di domani a Santa Croce. «Abbiamo letto con piacere dei rinnovamenti dirigenziali di Associazione Conciatori e Aquarno – avevano scritto anche alcuni giorni fa da Rifondazione Comunista zona Cuoio – ma un messaggio deve passare forte e chiaro: farsi da parte non basta. Si cerca di minimizzare gli effetti della valanga che sta travolgendo il distretto narrando i risultati positivi ottenuti dal 1974 ad oggi, dimenticandosi che furono frutto di una parte politica che faceva, all’epoca, il suo mestiere, rendendosi portavoce non di ogni desiderata dei conciatori, ma di un territorio che ad un certo punto della sua storia ha chiesto a gran voce depurazioni, controlli, miglioramento della qualità della vita. Non solo lavoro, quindi, ma lavoro sano, equo, compatibile con la salute, l'ambiente, la legalità».
Di qui la mobilitazione, che prevede anche un microfono aperto al quale, probabilmente, si affacceranno esponenti di altre realtà associative e ambientaliste della provincia, oltre ad esponenti di quell'area “larga”, capitanata dal comitato “No Keu”, che enumera nell'empolese molte vittime dello smaltimento illecito dei rifiuti. Fra le richieste la fa da padrona quella sul ritorno nel comprensorio di un vero presidio Arpat, oltre al telerilevamento. «Di fronte a un Partito democratico che attraverso suoi esponenti regionali e locali dice che della vicenda Keu non si deve parlare per non danneggiare le imprese, noi crediamo che si debba fare tutt'altro – ha dichiarato il consigliere pisano di “Una città in comune” Francesco Auletta –. La vicenda di Santa Croce ci insegna che la criminalità si innesta su un terreno che altri hanno preparato. Da anni, ormai, il Pd non fa che smantellare tutta la rete di controllo ambientale per favorire l'impresa privata. Il depotenziamento di Arpat a San Romano ne è la prova. Tutto ciò crea un contesto accogliente alle organizzazioni criminali in settori strategici, facendo enormi danni ambientali e pure economici anche nei contesti vicini». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Servizio a pagina 7
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
