Il Tirreno

Pontedera

gli episodi alla scuola media 

Bimba palpeggiata dal prof in aula i primi testi dell’accusa

P.B.
Bimba palpeggiata dal prof in aula i primi testi dell’accusa

L’insegnante di sostegno respinge le contestazioni dei familiari della piccola «Mai stato da solo con la bambina»

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cascina. Saranno sentiti a ottobre i primi testi dell’accusa nel processo per violenza sessuale aggravata a carico di un insegnante di sostegno di 55 anni denunciato dai familiari della bimba della scuola media in cui il docente era in organico per seguire l’alunna.

Ieri mattina il primo collegio del Tribunale (presidente Cipolletta, a latere Mirani e Messina) ha fissato tra tre mesi l’udienza in cui inizierà l’istruttoria del processo.

L’imputato (omettiamo le generalità per non rendere riconoscibile la parte offesa, ndr) è difeso dall’avvocato Mario De Giorgio, mentre la parte civile è assistita dal legale Roberto Cavani.

Secondo l’accusa, pm Flavia Alemi, le attenzioni del professore verso la ragazzina, affetta da un deficit certificato per il quale era stato assegnato l’educatore ultracinquantenne, sarebbero avvenuto all’interno della scuola in due distinte occasioni.

In entrambi i casi prof e alunna sarebbero rimasti soli in un ambiente scolastico in una situazione di apparente tranquillità che avrebbe consentito all’uomo di allungare le mani sulla tredicenne senza il rischio di essere visto o disturbato.

Questa è la tesi contenuta nella querela presentata dalla famiglia della minorenne che si è costituita parte civile.

La ragazza è stata sentita nel corso dell’incidente probatorio (anticipazione della prova agli atti del processo che le consentirà di non essere interrogata in aula, ndr) davanti al gip e alle parti (pm e difesa) confermando le accuse.

E una consulenza psicologica ha ribadito la capacità di rendere testimonianza. Dopo i due presunti episodi di strusciamenti e palpeggiamenti, contestualizzati nel 2019, il professore di sostegno ha cambiato scuola.

Il professore non ha scelto riti alternativi per il giudizio e nella sua difesa non compare solo la decisa negazione degli episodi, ma anche la sottolineatura che lui non è mai rimasto da solo con la ragazzina. —

P.B.

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