Sicurezza
Animali uccisi dai lupi che scendono dal Monte Serra
BUTI. Disperazione e rabbia. È il sentimento che prova Sauro Giorgi, allevatore, titolare di un’azienda a Castelvecchio di Compito, non lontano dal comune di Buti, dopo la brutta fine di una delle sue pecora e dell’agnello appena partorito. La pecora è stata uccisa da un lupo nella notte tra mercoledì e giovedì nella zona dell’oasi del Bottaccio dove Giorgi custodisce le sue pecore e quelle di Riccardo Gabbrielli e Donato Lombardi. Una famiglia di allevatori che torna a fare i conti con la paura dei lupi e costretta a prendere tutte le precauzioni per non veder sfumare il lavoro di una vita.
«Purtroppo non è la prima volta che ci succede, era già accaduto pochi mesi fa e nel 2018 – racconta Sauro Giorgi – le pecore hanno caldo e con queste temperature elevate mangiano alla sera, ma questo episodio ci porta ad alzare la guardia e correre ai ripari. Abbiamo speso 500 euro per acquistare cani da guardia del Molise che sono specializzati per i lupi e nella protezione dei greggi e addestrati per questo compito».
L’allevatore rivive la tragica fine della pecora e del suo agnellino. «Era davvero stupenda, siamo molto addolorati, avevamo visto che la pecora era vicina a partorire e, proprio per non farle sopportare un viaggio in jeep che l’avrebbe fatta stare male, avevamo deciso di lasciarla assieme alle altre pecore al campo dove le pecore stanno normalmente, sorvegliate dai cani da guardia e di portarla alla stalla l’indomani mattina».
Il pastore pensava che la pecora fosse in salvo, ma non aveva fatto i conti col lupo che sta spesso appostato vicino al gregge. «Abbiamo trovato la pecora – prosegue Giorgi – a 500 metri dalle altre, forse si era isolata dal gregge per partorire e tanto è bastato al lupo per assalirla e uccidere lei e l’agnellino appena nato». –
N.N.
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