Sicurezza
Spesi inutilmente 40mila euro per il cablaggio e il wi-fi della Curtatone
Parla la preside dell’istituto scolastico dichiarato inagibile per rischio sismico. «Spero che i genitori continuino a fare affidamento su di noi e i nostri insegnanti»
PONTEDERA. «È una notizia che ha suscitato in tutti noi sgomento, incredulità, rabbia, a degna conclusione di due anni scolastici tra i più difficili che la nostra scuola abbia dovuto affrontare». Così scrive Maria Tiziana Baratta, la preside della Curtatone e Montanara, ai genitori dei 600 ragazzi che frequentano l’istituto dopo la dichiarazione di inagibilità della struttura e la relativa chiusura. La lettera è arrivata l’altro giorno in tarda serata sul registro elettronico. Un segnale di vicinanza che la dirigente ha voluto dare alle famiglie. Lei è al loro fianco.
«Sono state giornate estremamente tormentate, per tutti – spiega Baratta –. Quando ci hanno informati ho visto la tristezza e lo scoraggiamento sul volto dei docenti. La Curtatone non è solo una scuola ma è il cuore del centro città. La Curtatone è un simbolo. Ha un’identità forte che lega generazioni di pontederesi. Lo percepisco chiaramente».
Baratta, che viene da Catania e ogni settimana prende due volte un aereo per tornare da suo marito, da sua figlia undicenne e da sua madre, sa cosa significa sentirsi legata ad un luogo, parte di una comunità. Sa cosa vuol dire fare sacrifici, impegnarsi nella professione, conciliare lavoro, carriera e famiglia. «Alla Curtatone mi sono sentita da subito a casa – sottolinea –. Ho creato relazioni affettive, ho costruito rapporti fondati sul rispetto e sulla fiducia con tutti. Proprio per questo, ritrovarsi improvvisamente senza un edificio è stato un duro colpo».
Ma non ci sono deroghe: nessuna alternativa. Solo riflessioni mentre si ripercorre il filo della memoria. «Negli ultimi due anni abbiamo investito tanto nel potenziamento della scuola. Abbiamo speso 40 mila euro – entra nel merito la preside – per cablare l’istituto, per comprare le lavagne interattive multimediali in ogni aula, per aumentare la rete wi-fi e infatti la didattica a distanza ha sempre funzionato alla perfezione. Dispiacerebbe non poter sfruttare questo investimento».
Non solo. «Anche quest’anno abbiamo avuto un boom di iscrizioni – continua – che ci hanno permesso di aggiungere una prima alle elementari. A oggi poi, non ho nessuna richiesta di nulla osta. Spero che i genitori continuino a fare affidamento su di noi, sul nostro corpo insegnanti che funziona davvero bene».
Al momento però non ci sono certezze che tengano. «Le proposte dell’amministrazione comunale lasciano ben sperare. Utopia? Forse ma, d’altra parte sulla sicurezza non si scherza». E dopo lo smarrimento iniziale, è tempo di rimboccarsi le maniche: «La scuola deve cercare di focalizzare l’attenzione su quanto è di sua competenza: garantire e mantenere alta la qualità della didattica e la formazione degli studenti. Nei prossimi giorni incontrerò le famiglie e con sinergia fronteggeremo questa incresciosa ma temporanea prova». —
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