Sicurezza
Opere del Guarnacci volano ad Alicante in mostra e restauro
I 41 reperti esposti fino a dicembre a un importante evento È una bella vetrina per Volterra che riceve dei contributi
Paolo Falconi
Volterra. Da Volterra ad Alicante. Dalla Toscana alla Spana sud orientale. Dal colle tufaceo etrusco al cuore della Costa Blanca, con spiagge intervallate da un terreno montagnoso. Ad Alicante ci sono diversi siti archeologici, molti dei quali dichiarati Patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco.
In quel contesto andranno diverse opere finora al Museo Guarnacci di Volterra. Sarà un prestito, fino a dicembre per la mostra “The Etruscan. Rising to Rome”, Museo archeologico di Alicante (Fundacion Marq) dal 28 agosto fino, appunto, al 12 dicembre 2021. Come dire: Italia e Spagna avversarie sul terreno di Wembley per Euro 2020, interagiscono sul piano della cultura.
Almeno fino a novembre il Guarnacci sarà chiuso al pubblico per restauri, così quelle 41 opere potranno essere ammirate in un altro contesto. E in qualche caso anche restaurate. Come la ripulitura dell’urna cineraria con Ulisse e le sirene, oppure alcune urne cinerarie con figura femminile, o il coperchio di urna cineraria con figura di aruspice. Tutte in alabastro. E anche l’intervento sulla frattura alla cassa di urna cineraria con ratto di Proserpina. E il controllo delle ossidazioni e ripulitura a molti specchi con manico fuso, pissidi con decorazione, bronzetti. Tra le copie moderne di opere archeologiche del Museo etrusco Guarnacci in partenza per Alicante quella a grandezza naturale dell’Ombra della sera in bronzo e l’altra, sempre a grandezza naturale, del fegato di Piacenza in gesso.
L’ “esportazione” delle opere verso il sud della Spagna è stata decisa dal consiglio comunale di Volterra nella seduta del 22 giugno, il prestito delle opere archeologiche non inciderà sull’affluenza del pubblico al Museo e dunque non ci saranno conseguenze sugli incassi della struttura; quell’esposizione ha un alto valore scientifico e riveste un’occasione di promozione e pubblicizzazione dei musei di Volterra e di tutta la città in Spagna, e la collaborazione «fra enti e istituzioni pubbliche a livello Europeo è da considerarsi una azione fondamentale per lo sviluppo e la valorizzare del patrimonio culturale di Volterra e del suo territorio».
Non secondario il fatto che l’organizzatore si occuperà «del trasporto e dell’assicurazione, assumendosi i relativi oneri contrattuali ed economici con modalità “da chiodo a chiodo” con polizza “all risks” e che niente sarà a carico del Comune di Volterra».
Infine c’è l’aspetto del restauro conservativo e della pulizia straordinaria delle opere in prestito secondo le indicazioni della competente Soprintendenza, per un valore stimato, come recita la delibera, «di 4mila euro compresa Iva e la disponibilità del richiedente a concedere un fee di 13mila euro per finanziare spese di restauro, allestimento e valorizzazione interni al Museo Guarnacci a titolo di collaborazione tra enti museali e a compensazione dei costi sostenuti dall’amministrazione e dal personale del museo relativi alle procedure amministrative, alla schedatura delle opere, alla preparazione preventiva al viaggio, all’attività di studio delle opere». Insomma, si tratta di un’operazione e di una collaborazione a vantaggio del Guarnacci, dell’amministrazione di palazzo Priori e di tutta la città di Volterra considerato che è stato garantito «l’inserimento fra gli enti partner dell’iniziativa di Alicante nel colophon del catalogo, sul sito internet e su ogni mezzo di divulgazione, indicando chiaramente il soggetto prestatore (Museo Guarnacci di Volterra) accanto alle opere e in ogni riproduzione di esse».
Anche secondo l’assessore Marco Danti è un fatto importante quello di Alicante: «La mostra è di rilievo. E abbiamo un riscontro economico interessante. Potrebbe essere il primo step di un Museo Guarnacci diffuso sul territorio. Abbiamo altre richieste, come quella di Monteriggioni».
Ma non si corre il rischio di sminuire il Guarnacci? «Assolutamente no. Le opere in prestito fanno parte del nostro ingente deposito; non sono esposte al Guarnacci, ma ci sono». —
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