Sicurezza
La pulizia prima di partire e i costi dell’indifferenziata
santa maria a monte. Fin dalla prima mattina della tre giorni, dopo l’arrivo e l’inizio della festa sabato notte, davanti all’ingresso di camper e roulotte si potevano notare i primi raggruppamenti di sacchi della spazzatura. C’è d’altronde una regola scritta nel decalogo, in questo caso chiamato “Tekalogue”, dei rave. Ed è la prima: “rispetta la natura”. Seguono altri nove punti.
Questa regola capitale, posta in cima a tutto pertanto, è la spiegazione di quello che si sono trovati davanti stamattina i curiosi e i tecnici arrivati per i primi sopralluoghi.
Gruppi di sacchi della spazzatura chiusi, perlopiù neri, e ammucchiati in maniera ordinata.
E c’è di più: tanti, non tutti, si sono presi curi di differenziare il rifiuto. Cioè non hanno ammassato tutto all’interno di un unico sacchetto ma hanno preso del tempo per dividere plastica (soprattutto), organico e indifferenziata. Bisogna vedere quanto in linea con le linee guida di Geofor, questo è ovvio.
L’indifferenziata è il problema principale. La maggior parte sono sacchi neri, con dentro rifiuti indifferenziati. L’indifferenziato è il rifiuto che ha i costi di smaltimento più alti, ma non potendo usufruire di punti di raccolta nel luogo, considerando che l’evento era non autorizzato, era impossibile raccoglierli.
L’indifferenziato non va in discarica direttamente. Prima va raccolto tramite dei mezzi chiamati “ragno”, che hanno un braccio mobile per raccogliere la spazzatura.
Poi deve passare dagli impianti di trattamento meccanico biologico, vanno stabilizzati e poi vengono presi e portati a dimora in discarica. Con costi che sono molto più alti rispetto a quello degli altri rifiuti. —
L.R.D.
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