Il Tirreno

Pontedera

La coop Agape continuerà a gestire la Rsa Leoncini

La coop Agape continuerà a gestire la Rsa Leoncini

Accordo con comune, società della salute e asl 

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PONTEDERA. La cooperativa sociale Agape proseguirà nella gestione della Rsa Leoncini di Pontedera.

Questa è la conclusione della discussione che si è aperta alcune settimane fa in relazione alla revoca della gestione del servizio della Rsa al 30 giugno scorso, formalizzata dalla cooperativa Agape alla Società della salute e all’Asl, in conseguenza alle perdite accumulate già da qualche anno nella conduzione della struttura.

I sindacati Fp-Cgil e Uil hanno incontrato il presidente e la direttrice della Sds, che hanno riferito in merito alle trattative che hanno coinvolto Sds, cooperativa e proprietà dell’immobile. «Abbiamo avuto informazione – si legge in una nota dei sindacati – che la proprietà dell’immobile si è resa disponibile a rinegoziare il canone di affitto, nonché ad accogliere la richiesta di installare pannelli fotovoltaici sul tetto della struttura, al fine di abbattere i costi energetici. Per realizzare quanto sopra, il Comune di Pontedera ha deliberato un contributo a fondo perduto. È inoltre in fase di approfondimento il supporto che potrebbero dare le associazioni di volontariato tramite apposite convenzioni in alcune attività attualmente svolte dal personale dipendente, come il servizio di ritiro farmaci e prenotazione visite specialistiche. Questo per consentire un rafforzamento della presenza di personale addetto all’assistenza nella Rsa, anziché distogliere parte dell’orario di lavoro di alcuni lavoratori, a impegni all’esterno».

«A breve – aggiungono i sindacati – è in programma un incontro tra cooperativa e Sds per la riapertura del Centro diurno. Abbiamo apprezzato i passi avanti che sono stati fatti. Come sindacati siamo comunque impegnati a monitorare la progettualità annunciata al fine di registrare l’auspicato consolidamento della Rsa Leoncini, sulla quale comunque continuano a pesare la mancanza di infermieri che impedisce di poter ospitare pazienti in cure intermedie e neurovegetativi e dove il principio della “libera scelta” mette in discussione la certezza della piena occupazione dei posti letto, che resta invece legata alle politiche commerciali e alla qualità dell’offerta dei servizi che la cooperativa sarà in grado di promuovere». —

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