La protesta
«Cipressi, ora Giglioli faccia causa a Enel»
Federcaccia invoca l’azione legale per i 13 alberi tagliati Il sindaco: «L’azienda non ha ancora fornito la relazione»
san miniato. «Invitiamo il sindaco a perseguire legalmente Enel». È una chiamata alle armi quella che la Federcaccia sanminiatese invia a Simone Giglioli, dopo il taglio “incriminato” di 13 cipressi secolari da parte di una ditta incaricata da E-Distribuzione sulla via di Bucciano a fine giugno. Un’operazione fatta nelle regole per il colosso energetico, che ha giustificato l’intervento impugnando la legge forestale regionale e la necessità di mettere in sicurezza i cavi che portano l’elettricità alla frazione; uno scempio invece per gli abitanti del piccolo borgo, che si vedono deturpata l’antica via di accesso al paese.
Uno scontro che ha già visto Enel e comune scontrarsi a colpi di lettere e minacce di intervento legale, che adesso vede scendere nell’arena anche i cacciatori. «In Toscana il cipresso assume un ruolo insostituibile nella caratterizzazione del territorio» scrive Piero Taddeini, segretario della Federcaccia di San Miniato, che in relazione alle parole scritte dall’azienda alcuni giorni fa reagisce con «rabbia verso dichiarazioni che tendono a sminuire l’accaduto» e invita il primo cittadino a passare dalle parole ai fatti. Occasione per i cacciatori di risollevare anche la questione della consulta tematica di cacciatori, tartufai e agricoltori, come Federcaccia richiede ormai da quasi due anni. «Sollecitiamo il sindaco a costituirla – continua Taddeini – affinché il monitoraggio del territorio diventi strumento di buona gestione e importante riferimento per l’amministrazione comunale di San Miniato e lo invitiamo a convocarci per procedere alla rivisitazione del Regolamento di polizia rurale, nel quale non si parla, ad esempio, di salvaguardia del xipresso, ma si fa parziale riferimento a determinate piante». Un monito che le doppiette rivolgono anche ad Enel «che ha permesso ad aziende di effettuare interventi radicali – scrive ancora Taddeini – contravvenendo quanto stabilito dal Regolamento Forestale della Toscana, come recita la Sezione II, Art. 55 – Ambito di applicazione e Art. 56». Invito a cui i cacciatori allegano anche una recente sentenza su un caso simile, chiedendo chiarimenti anche su dove siano finiti i cipressi abbattuti, «piante – scrivono – di cui è ben noto il valore economico». Intanto il sindaco, che aveva chiesto espressamente all’azienda una relazione dettagliata su quanto avvenuto, è ancora in attesa. «Abbiamo scritto una lettera ufficiale alla quale Enel ha risposto ma senza la relazione che chiedevamo – dice il primo cittadino Simone Giglioli – Si terrà la prossima settimana un incontro con loro e con la proprietà del terreno, l’Istituto centrale per il sostentamento del clero». —
Nilo Di Modica
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