La manifestazione
Un incendio di notte devasta il bar La Torre
La causa è probabilmente una bombola del gas, ulteriori accertamenti in corso. Il proprietario: «Disperati, riaperto da poco»
Libero Red Dolce
cascina. Con il triplice fischio alle spalle e una certa allegra ebrezza serpeggiante tra i tavoli, c’è stato persino chi ha pensato che quando Guido Chiellini si è precipitato fuori dalla cucina dicendo a tutti di uscire stesse scherzando. Non poteva essere più serio, invece, il proprietario del bar La Torre, che gestisce insieme alla moglie Tea Marku. Le fiamme e il fumo avevano avvolto la cucina velocemente e la paura, fondata, che l’incendio divampasse nel resto del locale lo ha fatto attivare subito.
L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte e trenta nella notte di sabato, quando il locale era ancora pieno di clienti che si attardavano tra i tavoli a parlare della partita, bere qualcosa e godersi una serata di frescura estiva. Nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo da lì a poco. Anche perché le cause del rogo non sono del tutto chiare.
Chiellini ha avuto modo di vedere in diretta quello che stava succedendo, anche se lui stesso non si sa dare una spiegazione tecnica del cosa lo abbia innescato. «Dopo la partita mi faceva male un piede e sono entrato nella parte dietro del locale, dove c’è la cucina. In fondo c’è una porta a vetri che dà su una piccola chiostra». Uno spazio all’aperto, non particolarmente largo, dove il proprietario tiene le bombole del gas. E appena fuori si è accorto che qualcosa non andava. Ha scorto del fumo salire dal punto in cui si trovavano le bombole del gas. È rimasto interdetto per qualche istante e poi ha capito il rischio. «Sono rientrato di corsa perché ho avuto paura che potessero scoppiare le bombole del gas. Sono uscito fuori e ho cominciato a dire a tutti di uscire e di lasciare il locale», racconta.
Assicurata la sicurezza dei clienti è tornato dentro la cucina e lì, una volta ancora, è rimasto spiazzato.
Fiamme. Fiamme alte che stavano già masticando tutto quello che incontravano sul loro cammino. Difficile capire però che cosa sia successo, perché nella stanza che fa da anticamera alla cucina non c’è luce. E come siano partite le fiamme non è chiaro.
Sul posto sono intervenuti quattro mezzi dei vigili del fuoco e anche i carabinieri. Le fiamme però hanno avuto modo di arrivare al solaio, che è crollato. E la colonna di fumo, bianche e baluginosa delle luci dei lampioni notturni, era visibile anche a qualche chilometro fuori da Cascina.In tanti, sentendo il rumore delle sirene e il puzzo del fumo, si sono riversati in strada.
La preoccupazione maggiore era per la presenza di altre bombole del gas, nella chiostra, che per fortuna non sono state toccate dalle fiamme. Un’esplosione avrebbe cambiato drammaticamente lo scenario di questa cronaca. Il personale dei pompieri è a lavoro per capire cosa abbia causato l’incendio e se le norme di sicurezza sono state rispettate. «Siamo disperati – conclude il proprietario – proprio ora che le cose cominciavano a ripartire dopo mesi». —
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