Sicurezza
Alle superiori di Pontedera "giudizi sospesi" per 1 studente su 3
Dopo l’anno del “tutti promossi” gli scrutini tornano alla normalità. Record di bocciati all'Ipsia Pacinotti
PONTEDERA. Promossi o bocciati? Dopo l’anno del “tutti ammessi” gli scrutini tornano alla normalità. E con loro torna l’incubo del giudizio sospeso e dello stop forzato nella stessa classe. Le fatiche per uno studente su 3 non sono ancora concluse. I danni causati dalla pandemia sono venuti al pettine e questi due anni a singhiozzo tra Dad e scuola in presenza hanno avuto il loro peso. «Nel nostro istituto – spiega il dirigente del Liceo classico e scientifico XXV Aprile Sandro Scapellato – su oltre 1100 alunni abbiamo riscontrato 34 respinti e 50 ragazzi con giudizio sospeso. Abbiamo cercato di andare incontro agli studenti il più possibile perché sono stati mesi impegnativi anche dal punto di vista della discontinuità organizzativa e puntare sulla fiducia e sulla formazione». Dello stesso avviso Lucia Orsini, la dirigente del Montale, dove l’aumento di studenti con debito, 120 in tutto, si riscontra soprattutto nelle prime classi. I bocciati, invece, sono 20. «Abbiamo attivato da subito – entra nel merito Orsini – il piano estate, organizzando non solo laboratori per alunni con difficoltà, ma anche corsi di recupero mirati al potenziamento delle lacune, cercando di non trascurare nessuno. Abbiamo messo in piedi addirittura un corso per solo due studenti. In questi giorni ci saranno gli scritti, chi non riuscirà a superarli avrà l’orale a fine agosto». Auspica un ritorno verso condizioni più normali il dirigente del Marconi Pier Luigi Robino, che snocciola numeri e statistiche con precisione. «Contiamo il 10% di non ammessi e il 30% di studenti con almeno un debito da recuperare. Gli esiti sono più o meno in linea con gli anni scorsi ma va apprezzata – sottolinea – la fatica con la quale i nostri ragazzi hanno affrontato questa situazione complessa. Alla fine siamo riusciti a garantire il più possibile i laboratori in presenza, anche quelli più difficoltosi da mettere in atto come informatica e grafica ma altre attività extracurriculari ne hanno risentito». Aumento di bocciati invece all’Ipsia Pacinotti dove su oltre 800 iscritti in 172, tra corsi diurni e serali, saranno costretti a ripetere l’anno mentre 169 sono i rimandati a settembre. «Abbiamo vissuto momenti di crisi – fa il punto la preside Maria Missaggia – che però abbiamo saputo trasformare in grandi opportunità. Non abbiamo mai chiuso gli spazi della scuola e tra quarantene, malattie e lavoro sulle competenze digitali, il sistema ha retto. In fase di valutazione, abbiamo premiato la cura e l’impegno dei tanti ma abbiamo cercato anche di mandare un segnale di responsabilità a chi non ha mostrato rigore nello studio».
Né troppo severi né troppo indulgenti, insomma. Sulla stessa lunghezza d’onda i dati del Fermi dove su 1200 alunni, i sospesi sono 157 e i bocciati 125. «A incidere in maniera negativa sui risultati di almeno la metà degli studenti – non ha dubbi il dirigente Luigi Vittipaldi – è stata la frequenza. Nei mesi di pandemia abbiamo organizzato un’alternanza settimanale che ha permesso, anche in caso di malattia o di contatto con casi Covid, di perdere pochi giorni di presenza ma alcuni ragazzi, con situazioni già compromesse dall’anno precedente, hanno sottovalutato l’importanza della continuità in didattica a distanza. Si aspettavano forse una conclusione simile al 2020 che invece non si è verificata e la ripresa delle lezioni registrata da marzo non è bastata». —
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