Sicurezza
Gli sfila la collanina con un abbraccio
Storico pasticcere raggirato in centro da due donne «Non mi sono accorto subito del furto, l’ho capito a casa»
pontedera. Un assalto morbido nei modi, ma che fa male negli effetti.
Uno di quei raggiri che han no come bersaglio gli anziani. Che non sempre sono sprovveduti, ma spesso per indole ed educazione sono più inclini di altri a prestare ascolto anche agli sconosciuti. È successo così anche per Mario Giusti, 81 anni, storico pasticcere di Pontedera. Una figura con un carattere in linea con la bontà delle sue paste.
Quando l’intraprendenza di una truffatrice si incontra con l’educazione di chi non è abituato a diffidare con il prossimo accada quello che Giusti racconta al Tirreno: la collanina d’oro sfilata da una ladruncola mentre l’uomo viene tenuto impegnato dalla complice.
«Ero in via Bixio – ricorda Giusti –. Saranno state le 11- 11,30. A un certo punto si avvicina una ragazza, era straniera, ma parlava italiano. Mi chiede se conosco delle badanti. Io rispondo di no. È un inizio di conversazione perché mi sembra che chieda una mano per poter lavorare. E non mi tiro indietro».
Nei secondi trascorsi durante la chiacchierata, il pensionato si trova a dover fronteggiare un secondo fronte per lui inaspettato e non ritenuto pericoloso.
«Mentre stavo parlando con questa ragazza, un’altra donna si avvicina e mi abbraccia dicendomi più volte: “Facciamo l’amore, facciamo l’amore”. Lì per lì non mi rendo conto di quel gesto anche perché dura veramente qualche secondo».
Mario non se ne è accorto, ma in quegli attimi è avvenuto il furto della catenina d’oro. Mani di velluto sul collo dell’uomo distratto in mezzo alla strada dalla complice della ladra.
«La prima ragazza ha continuato a parlarmi – riprende il pasticcere in pensione –. Mi ha detto di chiamarla a un nome che di sicuro era finto. Poi se ne è andata. Quando sono tornato a casa ancora non avevo scoperto il furto. Mi è capitato al momento di fare la doccia. Mi è venuto d’istinto dire a mia moglie: “Rosanna, la collanina non c’è più”. Allora ho ricollegato tutto. Quella catenina d’oro me l’avevano regalata i miei figli».
Mario Giusti non è amareggiato solo dal furto di un monile che era comunque un pezzo della sua vita affettiva.
È la fiducia tradita a rendere l’episodio ancora più sgradevole.
«Faccio parte di una generazione che è pronta ad aiutare il prossimo – commenta –. Quella ragazza forse cercava lavoro e io non l’ho allontanata. Purtroppo mi ha incastrato approfittando della mia generosità». —
Pietro Barghigiani
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