Il Tirreno

Pontedera

il caso 

Beffata dal blocco degli sfratti, a 73 anni rimane senza una casa

Cristiano Marcacci

Proprietaria di un immobile affittato, ma la locataria non paga  E deve lasciare l’abitazione del compagno deceduto

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Cristiano Marcacci

pontedera. Beffata dal blocco degli sfratti. Una pensionata di 73 anni residente a Pontedera rischia di restare senza casa nonostante per anni abbia convissuto nell’abitazione del suo compagno e nonostante sia proprietaria di un altro immobile, occupato però da un’affittuaria che dalla prima rata non ha mai pagato il canone mensile.

Diversi anni fa la donna acquistò insieme al compagno un immobile situato a Pontedera, che è sempre stato dato in locazione. A partire dal 2018, la casa è stata affittata a una signora, madre di un minorenne, che però non ha mai pagato il canone. In un primo momento, il Comune di Pontedera, per mezzo dell'associazione “Casa Insieme”, ha contribuito a ripianare i canoni non riscossi. Nonostante questo tipo di aiuti, l'inquilina ha continuato a non pagare. «La mia assistita – racconta il suo legale di fiducia –, dopo aver tentato con le buone di trovare un accordo, è stata costretta a notificare lo sfratto alla fine del 2019. Lo sfratto è stato convalidato a metà del mese di febbraio 2020, pochi giorni prima del lockdown e dei conseguenti decreti che hanno bloccato l'esecuzione degli sfratti. In conclusione, nonostante avesse il titolo, non ha mai potuto riottenere la casa per colpa dei decreti».

Nel mese di luglio del 2020 un’ulteriore svolta negativa per la pensionata: il suo compagno viene infatti a mancare, lasciando da sola la donna a vivere nell'immobile dove avevano la residenza e in cui lei stessa aveva rinnovato tutto l’arredamento provvedendo a trasferirci la mobilia della sua precedente abitazione (non in Toscana). Questo appartamento era di proprietà del compagno e dopo appena quindici giorni dal decesso, i figli di lui le hanno intimato di lasciare libera la casa da loro ereditata.

«Accanto al lutto quindi – aggiunge l’avvocato – la signora è stata costretta anche ad affrontare lo stress di una tale situazione. Nel mese di agosto uno dei figli del defunto si è addirittura presentato a casa della mia cliente per ottenere l'immobile ed altri beni. Lei sarebbe stata ovviamente disposta a traslocare nella sua abitazione di proprietà, se non fosse che è ancora occupata dalla locatrice morosa che non rilascia l'immobile e non paga l'affitto. Dal punto di vista della mia cliente, quindi, il blocco degli sfratti è stata una vera e propria sciagura».

La donna ha una pensione minima e avrebbe usato il canone di locazione per integrarla e vivere meglio, più dignitosamente. Ora che è morto il compagno si sarebbe appunto potuta trasferire, ma non può per via del blocco. Ormai è certo che non riuscirà mai a recuperare quasi due anni e mezzo di affitto e in più vive col terrore di essere mandata via di casa. Pochi mesi fa, all’inizio dell’anno, uno dei figli del compagno ha avviato infatti una causa per ottenere la restituzione dell'immobile. «Noi ci siamo opposti – evidenzia il legale –. Non potevamo fare altro. Il paradosso, tuttavia, è che se non ci fosse stata la nostra difesa, a fronte di una sentenza favorevole al figlio, questo sarebbe riuscito a ottenere la restituzione dell'immobile. Il blocco degli sfratti, infatti, è per le morosità e non per tutte le altre situazioni».

La domanda da porsi a questo punto è una: siamo sicuri che questo blocco degli sfratti protegge davvero? E chi? In casi come quello di Pontedera sarebbe forse opportuno un adeguato “ristoro” da parte dello Stato per tutti quei canoni di locazione non pagati da conduttori morosi e incapienti. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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