Sicurezza
Esame di guida slitta da un anno «Colpa di burocrazia e rimpalli»
fucecchio. È una situazione kafkiana, nel senso che può sembrare assurda e inverosimile quando viene descritta. Però quello che racconta Luca Del Corso, padre di un 17enne fucecchiese in attesa di prendere la patente A1 per le moto fino a 125 di cilindrata, è destinato a far discutere.
L’uomo, infatti, da praticamente un anno non riesce a far svolgere l’esame di pratica al figlio, per una serie di ritardi e questioni burocratiche: «Mio figlio – spiega Luca – ha deciso di fare l’esame per questa patente da privatista, cioè senza rivolgersi ad un’autoscuola. Ha iniziato lo scorso anno a maggio, pagando i bollettini che servono e poi affrontando l’esame di teoria, che ha superato. Il problema è che era luglio 2020, è passato un anno e non è ancora riuscito a fissare un appuntamento per fare la prova pratica».
Un’odissea, con frequenti viaggi alla Motorizzazione di Pisa: «Oltretutto – continua – visto che non c’era posto a Pisa, ha fatto la teoria a Lucca. Da lì è iniziata la trafila per il foglio rosa: a Lucca ci dicevano di andare a Pisa, a Pisa ci dicevano di andare a Lucca. Il foglio rosa dura 6 mesi e adesso siamo in fase di scadenza, dopo averlo già rinnovato: sinceramente non credo sia giusto ma ci dicono che a Pisa sono indietro e non riescono a smaltire gli arretrati. Io mi chiedo: per quanto ancora questo ragazzo dovrà andare in giro col foglio rosa? Senza contare che alcuni suoi amici, che sono passati dall’autoscuola, hanno già la patente e lui no. Alla Motorizzazione a Pisa ci hanno proposto prima di andare a fare l’esame pratico a Livorno, poi a Massa e adesso non si sa. Ma quanto mi deve costare questo esame? Quello che risparmiamo evitando l’autoscuola, lo stiamo spendendo in tempo e viaggi a vuoto».
Queste attese – che erano già lunghe prima della pandemia – si sono fatte più estenuanti proprio per il sopraggiungere di un contesto sanitario che di fatto impone di lavorare a ranghi ridotti, anche per quanto riguarda gli esaminatori e non soltanto il personale degli uffici. Così le richieste di nuove licenze di guida – che non scendono – non possono essere soddisfatte perché il personale non è più quello di un contesto “normale”. Rimane il fatto che diventa complicato dover seguire una pratica per una patente come fosse un lavoro, facendo la spola tra un ufficio e l’altro, chiamando continuamente e scrivendo mail a ripetizione per avere notizie o una data di svolgimento dell’esame. —
M.S.
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