Gioco
Altro raid dei vandali sfregiata la panchina anti-discriminazioni colorata dai ragazzi
Dopo la bandiera a Fucecchio tocca ai giardini a Santa Croce Il regista Falleri: «C’è ancora paura della libertà dell’amore»
Marco Sabia
santa croce. Ancora un atto vandalico nei confronti di un simbolo della lotta per i diritti Lgbtqia+*. A Santa Croce sull’Arno è stata “sfregiata” con dell’inchiostro nero la panchina ai giardini sull’Arno dipinta coi colori arcobaleno dai ragazzi del locale Centro giovani “Rock City Ets” nell’ambito della giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, promosse dalla rete Ready, la Rete nazionale di Regioni ed enti locali per prevenire e superare l’omotransfobia. Il fatto è avvenuto tra lunedì e ieri, una settimana dopo l’inaugurazione. A darne notizia e a prendersela coi vandali è stata la sindaca Giulia Deidda: «Qualcuno si è fatto venire una grande idea: quella di andare a sciupare con la vernice nera la panchina arcobaleno che da pochi giorni era stata dipinta dai ragazzi del nostro centro giovani. Ricompreremo la tinta e la ridipingeremo com’era: arcobaleno. Ma fatemi fare una domanda. A tutti coloro che hanno ironizzato in questi giorni, magari facendo la facile e penosa battuta “Sulle panchine l’importante è potercisi sedere”, come se i simboli non contassero nulla, io chiedo: continuiamo così, a sguazzare nei nostri pregiudizi, o la facciamo questa riflessione sulle discriminazioni? Io sono per farla. Nel frattempo vado a ricomprare le bombolette arcobaleno».
L’atto vandalico ha suscitato numerose reazioni, tra cui quella del regista e sceneggiatore santacrocese – oggi trapiantato a Roma per lavoro – Daniele Falleri: «Con tutti i problemi mondiali e locali che abbiamo – ha scritto sulla sua pagina Facebook – serviva una panchina colorata? A quanto pare sì, se qualcuno ne ha ancora paura e teme che le libertà di espressione e d’amore possano minare altre libertà altrettanto legittime. Combattere discriminazioni e pregiudizi non significa svalutare altre battaglie importanti. La crescita di una comunità procede a vasi comunicanti e non a compartimenti stagni. Una lotta non esclude un’altra. Dare amore a qualcuno non significa sottrarlo ad altri. Una madre che ha più figli ama ognuno di loro al 100%. Matematicamente non torna? È vero. Ma l’amore segue regole che la ragione non comprende».
Un atto vandalico simile è stato già fatto poco meno di un mese fa a Fucecchio, sulle mura esterne di Casa Banti: in quel caso la bandiera arcobaleno venne sfregiata con offese omofobe e simboli fallici, pochi giorni dopo esser stata realizzata.
Una ferita rimarginata in 24 ore, perché alcuni ragazzi dell’istituto Checchi e del gruppo “Fucecchioèlibera” sono tornati sul posto e l’hanno ridipinta coi colori arcobaleno originali. —
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