La manifestazione
Imbrattato il busto dedicato alla memoria di Comasco Comaschi
La condanna dell’Anpi. Il sindaco: «Gesto che sarà perseguito». Dal Comune di Cascina subito disposta la pulizia
CASCINA. Sfregi sul busto in memoria di Comasco Comaschi e sulla statua di fianco in piazza dei Caduti.
Nel primo caso non un semplice vandalismo, all’apparenza, perché la piccola scritta apparsa reca un insulto: “Schifo”, ha scritto una mano anonima sotto al busto. Mentre sulla statua ci sono degli scarabocchi in spray verde, quello che sembra più un gesto di vandalismo. E forse non recente.
Stamattina, fa sapere il sindaco Michelangelo Betti, è in programma l’intervento di pulizia. E, appena appresa la notizia, sono stati subito informati i lavori pubblici.
E il sindaco è subito intervenuto: «Un gesto da condannare e perseguire, quali che ne siano le ragioni. Come amministrazione comunale intendiamo impegnarci per salvaguardare la memoria e il rispetto della memoria. Un impegno che deve essere più forte in questi mesi in cui ricorrono i centesimi anniversari dagli assassini nazisti. Il 23 luglio, un secolo fa, la morte di Archimede Bartoli. Tra alcuni mesi, a marzo 2022, l'anniversario di Comasco Comaschi. Date da ricordare e per cui lavorare».
Così commenta la vicenda l’Anpi di Cascina: «È un gesto gravissimo anche si trattasse di una ragazzata perché è il segno della mancanza di rispetto per il bene pubblico e dell’ignoranza nei confronti dei simboli della nostra città. Comasco fu una delle prime vittime delle bande fasciste che imperversavano nel nostro territorio agli inizi degli anni venti del secolo scorso. Egli era un sincero democratico e volontario della Pubblica assistenza oltre che maestro ebanista. Il suo assassinio suscitò dolore e riprovazione in città e qualche anno più tardi i suoi concittadini lo vollero ricordare attraverso il busto eretto nel parco della Rimembranza. L'Anpi insieme all'amministrazione comunale e alla sensibilità di tante associazioni continuerà nella salvaguardia e la diffusione della memoria nei confronti della città e delle giovani generazioni affinché Comasco resti un simbolo della libertà e dell'antifascismo. I tecnici del Comune sono già all'opera per cancellare la scritta offensiva presente sul monumento e nei prossimi giorni una delegazione dell'Anpi si recherà a chiedere “scusa” a Comasco, vittima nel 1922 dei fascisti e oggi di qualche sconsiderato cittadino».
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