Il Tirreno

Pontedera

Inaugurazione con luca zingaretti 

Il teatro Era sposa l’ambiente con i sedili di materiale riciclato

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PONTEDERA. È il primo teatro al mondo le cui sedute sono state realizzate in plastica riciclata proveniente dalle raccolte differenziate urbane. Si tratta dell’anfiteatro Julian Beck del teatro Era, inaugurato ufficialmente domenica sera in occasione dell’apertura della terza edizione del “FestiValdera, poco più che persone”, con la prima nazionale di Luca Zingaretti in “Angelo”.

«Dopo l’operazione, che ha fatto il giro del mondo, con cui Pontedera ha dotato il proprio stadio comunale con i seggiolini realizzati con le plastiche miste delle raccolte differenziate toscane, selezionate e riciclate da Revet – dice il sindaco Matteo Franconi – un’altra straordinaria iniziativa che riguarda il nostro anfiteatro e costituisce una applicazione concreta dell’economia circolare a chilometro zero: il teatro Era li utilizza oggi come ri-prodotti. Una bellissima sinergia che lega la ripartenza dell’attività culturale e teatrale ancor di più a Pontedera e all’intero territorio».

Far incontrare mondi lontanissimi come quello della cultura, del calcio o della moda con quello del riciclo. È quello che sta facendo Revet (azienda controllata al 51% da Alia servizi ambientali Spa) che raccoglie, seleziona e avvia al riciclo oltre l’80% delle raccolte differenziate toscane degli imballaggi. Una parte di questi, gli imballaggi in plastiche miste, viene ulteriormente selezionata e riciclata nel proprio stabilimento di Pontedera, trasformata in granuli che poi vengono utilizzati per stampare nuovi oggetti in plastica, come i seggiolini dell’anfiteatro Julian Beck. «Crediamo sia fondamentale far vedere ai cittadini il risultato del loro impegno nel fare la raccolta differenziata – spiega il presidente di Revet Livio Giannotti – raccolta che deve essere fatta bene, ma che comunque è solo il primo passo. Poi serve un’industria efficiente del riciclo e serve che qualcuno ricompri oggetti realizzati in materiale riciclato. Solo così si realizza davvero quell’economia circolare che l’Europa invoca a gran voce».Ciò è stato reso possibile da un lungo lavoro portato avanti da Revet e dal suo ufficio Ricerca e sviluppo, che certifica l’elevata qualità raggiunta dal granulo, competitivo non solo ambientalmente, ma anche economicamente, con quello realizzato al 100% in materiale vergine. «Quando le eccellenze si incontrano, se c’è comprensione e dialogo, vengono sempre raggiunti risultati importanti – commenta il vicepresidente della Fondazione Teatro della Toscana Antonio Chelli – per questo motivo mi sento di ringraziare profondamente la Revet per la sensibilità e la disponibilità dimostrate nell’accogliere la nostra proposta. Il risultato è che questo spazio è diventato più accogliente e più confortevole per tutti i nostri spettatori».

Revet, in collaborazione con l’azienda bolognese Omsi, leader nello stampaggio di sedute, è partita dal materiale vergine che viene attualmente utilizzato nel settore, per arrivare a un materiale compatibile con il proprio granulo riciclato in modo da formare una miscela (percentuale di plastica da riciclo 35%) che avesse le stesse caratteristiche del materiale di partenza e che garantisse il rispetto delle norme europee. Il progetto dunque, in un’ottica di economia circolare, consente di ridurre del 35% il prelievo di materie prime dall’ambiente, minimizzando l’impatto ambientale dell’industria del petrolio (emissioni derivate dall’estrazione, lavorazione e trasporto dello stesso). —

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