Gioco
In arrivo le foto-trappole per incastrare gli incivili che abbandonano i rifiuti
Marco Sabia
fucecchio. Presto a Fucecchio arrivernno le fototrappole per beccare con le mani “nel sacco” gli incivili dei rifiuti. Nell’ultimo consiglio comunale, infatti, è stata approvata una mozione del Movimento 5 Stelle (poi emendata dal Partito Democratico e da Orgoglio Fucecchiese) che impegna il sindaco e la giunta a valutare di acquistare queste telecamere così da posizionarle nelle zone più colpite dagli abbandoni di rifiuti. L’emendamento è stato poi votato all’unanimità dai 13 presenti nell’assemblea consiliare fucecchiese.
Ma cosa prevede? Quelle telecamere hanno la capacità anche della lettura targhe, per cui ad esempio possono consentire alla polizia municipale di risalire ai responsabili dei tanti abbandoni di materiale di scarto lungo le strade. Ed è infatti così che quasi sempre vengono beccati questi “furbetti”, i quali si guardano bene attorno prima di liberarsi dei rifiuti ma ignorano che nascosto c’è uno strumento che li sta immortalando.
Per questo la mozione emendata impegna il sindaco Alessio Spinelli e la giunta «a valutare l’opportunità in termini di benefici, costi e attuabilità di attivare il monitoraggio finalizzato al controllo dello scarico abusivo di rifiuti all’interno del territorio comunale mediante l’utilizzo di foto-trappole».
Si tratta di un impegno, che però è stato “validato” dalla stessa maggioranza che sostiene l’attività amministrativa e politica del sindaco e dei suoi assessori. Inoltre impegna sempre il sindaco e la giunta «ad attuare il reimpiego dei proventi delle sanzioni derivati dall’utilizzo delle foto-trappole per ammortizzare la spesa delle fototrappole stesse e per contribuire alle spese per la sostituzione dei cestini stradali attuali con cestini stradali per la raccolta differenziata».
Le zone più colpite sono sia nel centro che nella campagna: nel primo caso, i cassonetti urbani finiscono nel mirino, perché pur essendo lì solo per depositare i rifiuti che si producono passando da quella zona (ad esempio comprando una lattina) spesso diventano “dimora” di tutto l’indifferenziato prodotto da questa o quella famiglia; questa criticità se ne porta dietro un’altra, perché spesso chi “smaltisce” così i rifiuti è sconosciuto ad Alia e quindi risiede in un determinato ambiente senza che il Comune lo sappia o che esista un contratto d’affitto. Discorso diverso per gli abbandoni, ad esempio, ai limiti dei boschi: qui vengono lasciati rifiuti ingombranti, anche se Alia li ritirerebbe gratuitamente previo appuntamento. —
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