Pinqua, tre querele per i critici del progetto
Arrivano dal sindaco Betti contro Fiorini e due architetti “Cascina Bene Comune”: «Così si sottrae al dibattito politico»
Libero Red Dolce
cascina. Che le critiche al progetto Pinqua (il progetto di edilizia popolare proposto dall’amministrazione per riqualificare parte del territorio cascinese) per come erano state formulate, non fossero piaciute al sindaco Michelangelo Betti non era un mistero. La novità è che la questione si sposta dal piano politico a quello giudiziario: il sindaco infatti ha chiesto all’avvocatura del Comune di verificare se negli attacchi al Pinqua, specie sui social, ci fossero casi che potevano sfociare nella diffamazione. E così hanno ritenuto gli uffici, tanto che ieri in tre hanno ricevuto la notifica della querela e delle indagini a loro carico.
Si tratta di Enrico Fiorini, coordinatore di “Cascina Bene Comune”, formazione alleata di Betti almeno fino all’elezione. O meglio, fino al caso Pinqua. E poi dei due architetti Franco Allegretti e Roberto Bargellini, che in diverse occasioni si sono espressi criticamente contro il progetto lanciato dal Comune sull’edilizia popolare.
Insomma, quella del Pinqua è una scossetta tellurica tutta interna all’area di sinistra della politica cascinese. In seguito al fronte aperto da “Cascina Bene Comune” – è giusto ricordare – si sono spesi in modo negativo anche consiglieri e rappresentanti del centrodestra e della destra. La primigenia dell’iniziativa di contrasto però è da ascrivere alla parte politica più prossima all’attuale amministrazione. Il sindaco ha presentato in Procura un sostanzioso plico con una serie d’interventi ritenuti lesivi della sua reputazione, perché convinto che in certe critiche si fosse sconfinato dalla semplice dialettica politica alle bugie vere e proprie. E tra i documenti presentati, particolare attenzione si è dato ai contenuti di una campagna di volantinaggio anti-Pinqua al villaggio Santa Maria organizzata a fine marzo, a un dossier preparato dagli oppositori all’inizio dello stesso mese, e recapitato alle testate giornalistiche, nonché una serie di articoli pubblicati su una testata online dall’architetto Allegretti. «Il magistrato stabilirà se si è dentro al diritto di critica o se, come credo, qualcuno è andato oltre», dice Betti.
Due dei querelati, Allegretti e Fiorini, hanno deciso di pubblicare una loro foto con in mano l’avviso dei carabinieri sui propri canali social. Così commenta Allegretti: «Ringrazio il signor Betti di questa sua iniziativa, perché così sarà la magistratura ad appurare la verità». Mentre riporta l’attenzione sulla mancata risposta politica “Cascina Bene Comune”, che scrive: «Dopo non aver risposto alle domande di “Cascina Bene Comune” il sindaco Betti intraprende la strada giudiziaria, sottraendosi al confronto politico. Sarà l'occasione per fare luce sul progetto Pinqua». Con il coordinatore che aggiunge un tocco al veleno su un’altra questione calda del dibattito attuale: «Con tutta l'erba alta che c'ha da tagliare, il sindaco di Cascina trova il tempo per querelare. Zero confronto politico, solo intimidazioni. Fiducioso nella giustizia». —
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