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lotta allo spaccio 

I vigili ingaggiano il cane-007 per dare la caccia ai pusher

Marco Sabia
I vigili ingaggiano il cane-007 per dare la caccia ai pusher

Via libera dell’Unione dei Comuni all’acquisto di un “agente” a 4 zampe  La spesa di 6.500 euro comprende anche il corso di formazione per 2 operatori

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Marco Sabia

fucecchio. Presto anche la polizia municipale dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa vedrà l’arrivo di un’importante novità: il corpo guidato dal comandante Massimiliano Luschi (che si occupa di Empoli, Fucecchio, Vinci, Cerreto Guidi, Certaldo, Montaione, Montespertoli, Montelupo, Gambassi Terme, Capraia e Limite, Castelfiorentino) avrà a disposizione un’unità cinofila, cioè un cane antidroga. Quindi a chi vive in uno di questi undici Comuni potrà capitare di vedere agenti della municipale accompagnati da un cane dedito alla ricerca di sostanze stupefacenti; non saranno quindi più “soltanto” polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza ad occuparsi della ricerca di droga con l’ausilio del “fiuto” di questi cani appositamente addestrati.

La giunta dell’Unione ha infatti approvato un progetto che prevede di dotarsi di un’unità cinofila e per far questo si è affidata ad una struttura specializzata nell’addestramento di cani antidroga: si tratta della Scuola di Educazione cinofila “Il Lupo” di Sauro Carraresi, che ha sede a Empoli; la spesa per avere un cane antidroga è di circa 6.500 euro, di cui 4mila per il cane e 2.360 per la formazione e la certificazione di due agenti che diventeranno “conduttori”, cioè abilitati a gestire gli animali in queste situazioni.

Il cane verrà avviato a questo compito da cucciolo, per un tempo che si attesta sui sei mesi; terminata questa fase, l’animale potrà iniziare a “prestare servizio” nel corpo della polizia municipale dell’Unione dei Comuni. Sono due diverse determine (la 479 e la 480) all’albo dell’ente a spiegare i vari passaggi; per l’addestramento sarà impiegato il metodo “Sokks”, che vede il cane “abituato” sin da piccolo a riconoscere certe molecole (in questo caso quelle delle varie droghe) mediante l’utilizzo di materiali assorbenti, su cui sono presenti le micro particelle “incriminate”. Con questa tecnica il cane impara a individuare nello specifico la sostanza, diventando abile nel distinguere eventuali odori “parassita” (come quelli delle sostanze da taglio); nella maggior parte dei casi già dopo pochi giorni l’animale in addestramento è capace di segnalare di aver percepito la presenza di droga.

Un metodo utilizzato in tempo di pandemia anche per insegnare ai cani a scovare le persone positive al coronavirus. In ogni caso a stretto giro di posta i vigili avranno un’arma in più, da impiegare in contesti urbani ma non solo, perché sono parecchie le zone vessate dalla piaga dello spaccio (i boschi delle Cerbaie a Fucecchio, il Parco Mariambini a Empoli) dove la droga spesso viene nascosta (sottoterra, ad esempio) dai pusher per poi esser tirata fuori al momento della vendita al cliente. Oppure il cane potrà sentire l’odore dello stupefacente già addosso alla persona sottoposta a controllo. —

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