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Don Francesco, il prete-scrittore da record festeggia a Chianni i 75 anni di sacerdozio

Paolo Falconi
Il prete più giovane della Diocesi, don Lorenzo Mancini, con il decano don Francesco Magni
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Il prete più giovane della Diocesi, don Lorenzo Mancini, con il decano don Francesco Magni

Un giorno speciale tra aneddoti, ricordi e foto con don Lorenzo Mancini, il parroco più giovane della diocesi di Volterra 

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CHIANNI. È tornato a Chianni dove nacque il 16 dicembre 1922, don Francesco Magni, da 75 anni prete. Il sacerdote più anziano e quello più giovane della diocesi di Volterra, don Francesco Magni, 98 primavere che abita appunto a Chianni, e don Lorenzo Mancini che è parroco di Cecina hanno festeggiato domenica scorsa due anniversari diversi. Opposti. Il primo ha ricordato il suo lungo cammino nella Chiesa, l’altro è al primo anniversario dell’ordinazione. A loro si aggiunge il vescovo di Volterra, monsignor Alberto Silvani che il 29 giugno, giorno dei santi Pietro e Paolo, festeggia l’ordinazione episcopale.

Don Magni nei suoi 75 anni di sacerdozio è stato parroco a Volterra, Monterotondo, Larderello, Siena, Morrona. Tutte tappe che ricorda con emozione nel suo racconto al cronista. Gli fa difetto l’udito, ma la mente no. Così l’aiuto di Doina, la donna che è arrivata dalla Romania cinque anni fa e che a Chianni ha trovato alloggio e una famiglia, si fa prezioso. Ogni giorno va a casa di don Magni per le faccende domestiche e per fargli trovare qualcosa di buono sulla tavola.

Don Magni venne ordinato sacerdote dal vescovo di Volterra monsignor Antonio Bagnoli il 20 giugno 1946, soltanto una manciata di giorni dopo la proclamazione dell’Italia è Repubblica.

«Eh sì, a testimonianza di quanto tempo è trascorso da allora», sottolinea. Lo stesso vescovo volterrano lo nomina cappellano nella parrocchia di Sant’Agostino. Il sacerdote intervalla la sua missione con quella di insegnante nel seminario diocesano: «Insegnavo letteratura e latino, ma anche matematica» dice. Poi viene spostato poco fuori il centro di Volterra, San Cipriano come parroco. Una specie di “antipasto” al compito ben più gravoso che gli venne affidato nel 1950 con la parrocchia di Monterotondo Marittimo.

«Mi disse il vescovo: “Vai e porta una dura croce”. Infatti i primi tempi i rapporti con la gente erano complessi, anche perché in pochi frequentavano la chiesa. Ma non mi persi d’animo e pian piano trovai la chiave giusta per aprire il cuore e le menti della popolazione. Riuscimmo anche – prosegue nel racconto – a restaurare alcuni immobili appartenenti alla Chiesa».

Il cambio in vescovado, dove arriva monsignor Mario Ismaele Castellano, molto vicino alla Curia romana, fa diventare don Francesco segretario particolare del nuovo vescovo. E poi nel 1954 spostato nella parrocchia di Larderello che resse per ben 28 anni.

Il suo impegno e le sue capacità non passano inosservate e viene inserito nel Capitolato del seminario regionale Pio XII di Siena dove riprende a insegnare, tornando quasi al suo primo compito svolto a Volterra.

Poi nel 1988, raggiunti i limiti di età, si ritira a vita privata nel paese natìo. Ma a Chianni si è mantenuto “in esercizio” dedicandosi a scrivere libri di teologia e di religione. Qualcuno di questi è stato portato all’estero. «Ma ho scritto anche un volume di novelle – puntualizza don Magni – con risvolti perfino “cattivi” facendo finire all’inferno qualcuno dei miei confratelli».

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