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Palazzo senza tempo: Macelloni e Cucinella con licenza di osare

Palazzo senza tempo: Macelloni e Cucinella con licenza di osare

L’archistar internazionale visita la struttura quasi terminata in vista dell’inaugurazione

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PECCIOLI. Nel borgo capitale dell’Alta Valdera corre di bocca in bocca un retroscena a proposito della costruzione del “Palazzo senza tempo” e del tandem che ha portato alla sua realizzazione, formato dal sindaco Renzo Macelloni e dall’archistar internazionale Mario Cucinella.

Qualche mese dopo che il primo cittadino ebbe affidato all’architetto l’intervento di recupero e riqualificazione della mega struttura in centro, Cucinella si presentò nell’ufficio di Macelloni con un progetto che non piacque al sindaco. Troppo scontato, troppo uguale a tanti altri, senza uno spunto prettamente proiettato verso il futuro. «Mario – disse Macelloni a Cucinella –, un progetto così lo avrei ottenuto senza dover ricorrere al tuo nome e al tuo studio. Non hai capito che devi osare. Osa, perdio». Una volta ottenuta la licenzia di osare, Mario Cucinella liberò il suo estro e il suo genio e cominciò a nascere il “Palazzo senza tempo” (chiamato così perché capace di legare insieme passato, presente e futuro), che a Peccioli chiamano anche il “Palazzo sospeso”, per via di una suggestiva terrazza che s’impone come la prua di una nave sul panorama mozzafiato rappresentato dal verde de “Le Serre”.

L’inaugurazione dell’opera, costata complessivamente a Comune e Belvedere Spa circa sei milioni di euro, è in programma il primo luglio (alle 18.30), ma i lavori ormai sono terminati. Sono in corso le rifiniture, come ha potuto constatare di persona il “padre” del palazzo, lo stesso architetto Cucinella, presente a Peccioli ieri mattina.

«Ciò che abbiamo davanti agli occhi – ha sottolineato l’architetto – è la dimostrazione di come possa essere possibile rilanciare le aree dei centri storici attraverso i canoni dell’architettura contemporanea. Nei centri storici, infatti, non si può e non si deve vivere esclusivamente di storia e nostalgia, ma occorre offrire uno spaccato di vita contemporanea attraverso degli interventi studiati e gestiti con la necessaria gentilezza di sapere di essere in un contesto storico».

È proprio questa la filosofia alla base del progetto, che ha mosso e accompagnato la matita di Cucinella. «Volevo che questa struttura – ha proseguito l’architetto – rappresentasse una sorte di ponte che proietta sul paesaggio, una degna cornice per il magnifico quadro rappresentato dai percorsi naturalistici de “Le Serre” e dall’area dell’anfiteatro Fonte Mazzola».

Il sindaco Macelloni è al settimo cielo nel vedere a conclusione una delle sue priorità del suo mandato amministrativo. «Da tempo – afferma – la struttura era prigioniera del degrado e per un privato l’intervento di recupero sarebbe stato insostenibile. Sono orgoglioso della strada a suo tempo intrapresa, oggi siamo di fronte ad un esempio plastico di come anche i centri storici medievali possano essere adeguatamente riqualificati. Un percorso iniziato già parecchi anni fa con la costruzione del parcheggio multipiano, animata dall’esigenza di dare una nuova vita al centro storico, allargandolo e rendendolo più fruibile ma senza stravolgerlo. E sono altrettanto orgoglioso anche del fatto che la struttura sia rimasta completamente pubblica».

E proprio nella prospettiva di un uso pubblico del palazzo, in via Carraia ci saranno delle sale espositive per ospitare mostre e rassegne di ogni tipo, una tribuna interna per il pubblico che vorrà assistere a presentazioni di libri o ad eventi culturali e musicali, un’emeroteca, una caffetteria e un ristorante.

Inoltre, sulla base dell’esperienza già maturata a Venezia, con il Laboratorio Peccioli all’interno della Biennale, è pronto ad essere firmato un accordo con tre università italiane affinché il “Palazzo senza tempo” ospiti prossimamente un centro studi sulla resilienza italiana. Peccioli può davvero insegnare agli altri come assorbire i traumi di un evento drammatico come una pandemia, affrontandolo, superandolo e dimostrandosi alla fine più forte di prima.

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