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L’addio a Khadim: la salma in Senegal

P.B.
L’addio a Khadim: la salma in Senegal

Stamani il corpo dello studente annegato a Tirrenia sarà trasferito nel suo Paese grazie a una raccolta fondi

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fornacette. Lascerà oggi l’istituto di medicina legale di Pisa per tornare nel suo Paese, Khadim Mboup, lo studente 19enne del Senegal, residente con la famiglia a Fornacette, annegato il pomeriggio del 10 giugno a Tirrenia.

Iscritto all’istituto Pacinotti, calciatore di talento della Stella Azzurra di Pontedera, il giovane riposerà in Senegal, la sua terra d’origine così come voluto dai genitori.

Per consentire il trasferimento della salma, un impegno particolarmente gravoso, dal Comune alla scuola e anche da persone comuni il primo pensiero è stato quello di sostenere una raccolta di fondi. Oltre tremila euro la somma messa insieme. Yoro Diaw, uno degli organizzatori, informa sull’andamento dell’iniziativa solidale.

«In nome della famiglia di Mboup, suo babbo Djili e suo zio Sylla Badara vogliamo esprimere la nostra più sincera gratitudine per il vostro contributo – afferma Diaw –. Avevamo lanciato quella raccolta fondi insieme con Diop Mara, bagnino del Maestrale e Mbaye Amadou, bagnino del Miramare. Pensiamo sia doveroso e giusto dare un senso a tutto questo. Abbiamo messo l’impegno per portare un po’ di sollievo al dolore dei familiari. Come segno di vicinanza e partecipazione a questa tragedia in nome e memoria di Khadim. Grazie ancora per il vostro sostegno e la vostra generosità».

Ieri alle due e mezzo del pomeriggio c’è stato un momento di preghiera per salutare in Italia lo studente che stamani ritornerà nel suo Paese. Nel ricordo della professoressa Maria Giovanna Missaggia, preside dell’istituto professionale, viene raccontata tanta parte di Khadim: «Era una sorta di tecnico che riparava malfunzionamenti di tablet e pc, oltre a sistemare connessioni a Internet che davano problemi ai suoi coetanei e compagni di scuola. Suo zio ha un negozio di riparazione d dispositivi elettronici. Ma era sempre disponibile per aiutare i suoi amici che avevano difficoltà a usare questo genere di strumenti. Mi hanno detto che girava spesso nelle case degli studenti per sistemare malfunzionamenti legati all’elettronica. E in un periodo di didattica a distanza come quello che abbiamo trascorso nell’ultimo anno scolastico e in quello precedente, l’immagine di Khadim che si rende utile anche in questo non può che farci rimpiangere ancora di più di quanto è accaduto». —

P.B.

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