Sicurezza
Le infrastrutture ci sono ma sono fuori servizio
Le difficoltà non risolte dello scalo ferroviario cittadino
PONTEDERA. Le infrastrutture ci sono, ma non funzionano. È questo il paradosso della stazione di Pontedera. Giovedì sera Luigi Gariano, disabile in sedia a rotelle, di Pontedera, non è potuto uscire dallo scalo di piazza Unità d’Italia perché gli ascensori che gli avrebbero dovuto permettere di raggiungere l’uscita dal binario 3 erano fuori servizio. E pensare che la “nuova” stazione è stata inaugurata soltanto nel giugno del 2018. L’intervento di riqualificazione – realizzato da Rete Ferroviaria Italiana con un investimento di circa 5 milioni di euro – ha riguardato le banchine, la pensilina, il sistema di illuminazione e i tre marciapiedi a servizio dei binari 1 e 2/3 e 4/5.
Oggi tutti i marciapiedi sono alti 55 centimetri – secondo lo standard europeo previsto per i servizi ferroviari metropolitani per facilitare l’accesso ai treni – collegati al sottopassaggio, interamente rinnovato, con scale fisse e tre nuovi ascensori attrezzati con percorsi e mappe tattili, per garantire a tutti i viaggiatori una migliore fruibilità della stazione. Ma i disagi per i disabili restano. Rimane da capire per quale motivo gli ascensori, giovedì sera, fossero fuori servizio. Intanto, si scatena la polemica politica. Sulla questione intervengono Matteo Bagnoli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Matteo Arcenni, consigliere Anci FdI, e Daniela Luperini, di FdI Pontedera. «In consiglio comunale chiederemo un maggiore impegno da parte dell’amministrazione per abbattere le barriere architettoniche che purtroppo, in tanti luoghi della città, esistono ancora. È ora che s’investa seriamente su un piano di accessibilità ben studiato: dobbiamo garantire a ognuno la possibilità di spostarsi autonomamente e in sicurezza all’interno dell’ambiente urbano – scrivono gli esponenti FdI – al di là della condizione fisica, sensoriale o anagrafica». —
T.S.
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