Il Tirreno

Pontedera

«La Lega smemorata dimentica la sua ideologia»

«La Lega smemorata dimentica la sua ideologia»

L’intervento del sindaco in risposta a susanna ceccardi 

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cascina. Da una fiammata passata (questo è stato il leghismo a Cascina secondo il sindaco Michelangelo Betti) a una predizione di fiammata (quella che secondo l’ex sindaca Susanna Ceccardi farà lo stesso Betti), è ancora il sindaco ad attaccare.

«Scrivo per comunicare un certo stupore per il dibattito innescato da un mio commento a cinque anni dal successo della Lega a Cascina. Mi è semplicemente sembrato opportuno segnalare che il ciclo che si sarebbe dovuto aprire cinque anni fa si è presto esaurito, peraltro per volontà di chi era stato eletto. È di certo bello e appagante poter crescere nel proprio ruolo di rappresentanza politica, da un comune ad altre assemblee elettive. Però, se non ci fossero stati “cambi di poltrona”, a Cascina si sarebbe votato il prossimo ottobre e la Lega avrebbe celebrato l’anniversario del successo a Cascina in pompa magna. L’azione amministrativa va avanti e posso rassicurare l’opposizione che non farò gesti ideologici come andare a sparare al poligono per sottintendere che può essere una pratica utile in chiave di autodifesa. Chi scorre le mie prese di posizione di questi mesi vedrà che il termine “Lega” è quasi assente, cosa che non mi pare di poter dire per i termini “Pd” o “sinistra” rivolgendo l'attenzione alla comunicazione dell'eurodeputata o della consigliera regionale elette nella nostra circoscrizione».

E conclude: «Devo dire che diversi leghisti cascinesi paiono aver problemi di memoria in materia di ideologia. Il loro mandato è stato in effetti segnato da una lunga serie di appuntamenti o prese di posizioni etichettabili come ideologiche, sia seguendo lo slogan “Prima gli italiani” che scegliendo battaglie identitarie o di revisionismo storico. A mio parere, se “ideologia” ha ormai preso una connotazione negativa, la vera politica non può fare a meno di impostare la propria azione in base a un disegno generale. Senza quel disegno (che esso derivi da ideologia, valori o altri riferimenti) non si possono raggiungere obiettivi significativi. E senza disegni diversi di sviluppo della società non ci sarebbero destra e sinistra. Qualche anno fa fu constatato che per avere successo un comico aveva bisogno di un vestito buffo e un tormentone, non vorrei che la politica si riducesse a un abito caratterizzante e ad uno slogan». —© RIPRODUZIONE RISERVATA



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