Il Tirreno

Pontedera

Stupro in spiaggia, fine degli arresti per i quattro accusati

La vittima (20 anni) vive nel comprensorio del cuoio 

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san miniato. Non più agli arresti domiciliari. I quattro giovani indagati per violenza sessuale di gruppo possono uscire dalle proprie case, ma non dalle 20 alle 7. E devono rimanere entro i confini del comune di residenza. È quanto disposto dal giudice per le indagini preliminari Antonio del Forno nei confronti di Giacomo D’Alessi, Luca Lessi, Marco Berrighi e Yassin El Falahi: tutti e quattro accusati di violenza sessuale di gruppo. I quattro, lo ricordiamo, sono implicati nell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Niccolò Volpe, iniziata dopo la denuncia di una ventenne, che vive nel comprensorio del Cuoio, che ha raccontato di aver subìto violenza sessuale sulla spiaggia a Marina di Bibbona. Il giudice, nel disporre l’obbligo di dimora, ha accolto l’istanza degli avvocati difensori dei quattro giovani: Aurora Matteucci, che segue D’Alessi, Simone Rossi e Fabrizio Spagnoli, che seguono gli altri tre.

I fatti contestati, lo ricordiamo, risalgono alla notte tra il 2 e il 3 agosto del 2020. Le indagini hanno preso il via dopo che la residente in un comune del Cuoio ha sporto denuncia ai carabinieri. La giovane ha raccontato di essere stata violentata sulla spiaggia a Marina di Bibbona da un gruppo di ragazzi, versione che ha successivamente confermato anche davanti al giudice durante l’incidente probatorio, rispondendo alle domande del pubblico ministero e dei legali presenti in tribunale.

In quell’occasione la giovane ha ricostruito quella notte d’agosto al Bagno Venere di Marina di Bibbona. Ha raccontato di essere arrivata lì il 2 agosto, intorno alle 23. 30, per raggiungere le amiche che erano già in zona. Poi ha detto che alle due del mattino, quando il pub ha chiuso, si è allontanata, sulla spiaggia bibbonese, con sei ragazzi. Ha detto che voleva andare via, ma che era sola ed ha temuto di non riuscire a scappare. Due dei sei ragazzi del gruppo a un certo punto se ne sarebbero andati. Gli altri quattro, invece, l’avrebbero stuprata. E uno di loro avrebbe anche rubato gli slip della vittima, condividendoli poi, come se fossero un trofeo, in alcune chat di WhatsApp.

In fase di incidente probatorio, l’avvocata di uno degli indagati ha da parte sua insistito sul concetto di fiducia. In modo tale da cercare di capire i rapporti tra i protagonisti e per verificare l’attendibilità del racconto della ragazza.

I quattro indagati, comunque, si trovavano agli arresti domiciliari dal 30 dicembre scorso, data in cui i carabinieri del nucleo investigativo di Livorno e i colleghi della Compagnia di Cecina hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice.

Adesso, dopo poco più di cinque mesi, la misura è cambiata. Per i quattro, appunto, c’è l’obbligo di dimora nel comune di residenza (Castagneto Carducci per El Falahi e Bibbona per gli altri, che vivono alla California) e quello di rimanere nelle rispettive case dalle 20 alle 7. —

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