Il Tirreno

Pontedera

Peccioli Alta Valdera

La sfida di Irene, cresciuta a pane e vino: trasforma la sua cantina in un’enoteca - Foto

Alessandro Bientinesi
La sfida di Irene, cresciuta a pane e vino: trasforma la sua cantina in un’enoteca - Foto

Ha aperto la nuova attività (che affianca il ristorante) a Capannoli anche grazie al contributo del Comune 

4 MINUTI DI LETTURA





Capannoli. La sua famiglia produce vino da quattro generazioni. L’origine del cognome, Zeiro, è genovese con forti influenze spagnole. La Castiglia per la precisione. Ma lei è nata a Pontedera, vive (e per anni ha lavorato) a Capannoli e Stibbiolo è la frazione di Terricciola dove è cresciuta tra vitigni, cantine e natura incontaminata.

Ora Irene Zeiro, imprenditrice, è pronta a partire per una nuova avventura. E ha inaugurato, nel pieno centro storico di Capannoli, una nuova enoteca: la Zeiro Wine & Food. Superando anche un brutto momento personale legato al Covid, anche grazie al sostegno (un contributo di 5.000 euro) da parte dell’amministrazione comunale. «Dopo la vendemmia del 2020 ho avuto una trombosi coronarica. Mio padre Umberto è morto per un problema simile nel 1993, a soli 51 anni, e per me è stato come un segnale. Un segnale che qualcosa doveva cambiare – racconta Irene –. Fin da piccola ho vissuto in mezzo ai vigneti. Mio nonno è arrivato in Toscana con il padre e lo zio e fin dai primi del 1900 con loro ha iniziato a produrre vino. Sono cresciuta in cantina anche io, facendo piccoli lavori. Per noi bambini le vendemmie erano momenti di grande divertimento. Poi ho lavorato all’Aci, prima che nel 2001 il richiamo della terra tornasse a farsi sentire forte».

Già nel 1993, alla morte del padre, il fratello Gianluca aveva preso le redini dell’attività in mano. Supportato da tutta la famiglia. Otto anni dopo arriva anche lei, Irene, che inizia il suo percorso come produttrice di vino e olio.

«Un percorso che nel tempo si arricchito di nuove esperienze e opportunità, visto che nel 2015 sono partita, anche se in sordina, con la ristorazione agrituristica a Villa Zeiro – spiega ancora Irene –. In questa nuova avventura ci sono stati anche Odette e Simon: cuochi, amici ed ex clienti di vino, con i quali ho iniziato questo percorso. Odette è ancora al mio fianco, Simon ci ha lasciato durante la pandemia ma è sempre con noi».

L’idea del cambio, di passare da quella vita in mezzo alla natura a un’attività imprenditoriale diversa diventa sempre più forte. «Il problema fisico che ho avuto, e anche i medici me l’hanno consigliato, mi ha spinto a trasformare un qualcosa di negativo in un aspetto positivo – spiega ancora l’imprenditrice –. Grazie anche al sostegno, non solo economico, dell’amministrazione ho deciso di trasformare la nostra cantina in un’enoteca. Sfruttando la bellissima location, su via Volterrana, con un parco secolare bellissimo di fronte alla villa. La stagione, come forma di sperimentazione, mi permette di utilizzare al meglio gli spazi esterni e di misurarmi in una stagione che andrà fino a settembre».

L’idea, però, è di rendere questa attività aperta 365 giorni all’anno. Proponendo non solo vini imbottigliati di sua produzione, ma anche vini di tutta Terricciola e della provincia di Pisa. «Per fare tutto questo, però, non avrei potuto essere sola – racconta Irene –. Per questo devo ringraziare la mia famiglia. In primis mia madre Adriana Galli, la colonna della famiglia. Lei, quando è venuto a mancare mio padre, ha trovato una nuova ragione di vita proprio nella terra. E ha superato il vuoto di questa perdita. Ma devo ringraziare anche la mia famiglia per essermi sempre stata accanto. Mio marito Paolo, e i miei figli Laura, Lorenzo e Giulia». Un pensiero, però, va anche a chi ha permesso a Irene Zeiro di realizzare un altro piccolo sogno. Quello di unire la passione per il vino a quella per i cocktail. Se, infatti, Zeiro Food & Wine può definirsi non solo enoteca ma anche cocktail bar, lo deve a chi, con il Covid, aveva momentaneamente visto chiudersi le porte delle ristorazione. «Da sola non ci sarei riuscita, per questo il contributo di Salvatore Lipari, siciliano di origine ma che vive da anni nel territorio pisano, è stata fondamentale. Lui, per la pandemia, ha dovuto concludere l’attività di ristoratore che condivideva con il fratello Domenico. Ci siamo conosciuti grazie a un altro produttore di vino ed è nata così l’idea di ripartire insieme. Inizialmente avevo bisogno di alcune attrezzature per la ristorazione, poi, quasi a sorpresa, ha preso corpo l’idea di unire la loro esperienza alla mia. Il cocktail bar sarà seguito da lui, che ha grande esperienza avendo gestito per molti anni un bar in centro storico a Pisa in piazza dei Cavalieri. Sono felice di iniziare questa avventura con lui e ringrazio anche la sindaca Arianna Cecchini e la vicesindaca Simona Giuntini per essermi state vicine anche nel giorno del taglio del nastro». —
 

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.40408858:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40408858:1654849266/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.40408861:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40408861:1654849267/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.40408862:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40408862:1654849267/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web