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Sentenza del Tar: è Tamberi il vincitore del concorso

M.B.
Sentenza del Tar: è Tamberi il vincitore del concorso

L’architetto vince il ricorso contro l’attribuzione ad altro professionista del primo posto nella selezione per dirigente alla gestione del patrimonio

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Santa Croce. L’architetto Carlo Tamberi ha diritto di essere dichiarato vincitore del concorso a dirigente del Comune di Santa Croce. Lo ha stabilito il Tar, accogliendo il ricorso dello stesso Tamberi, che era rappresentato e difeso dall’avvocato Francesco Papiani.

In dettaglio il ricorso era stato presentato contro il Comune di Santa Croce sull'Arno (avvocato Alberto Benedetti) e aveva l’obiettivo di annullare gli atti e i verbali relativi al concorso pubblico per titoli ed esami e per l'assunzione a tempo determinato e pieno di un dirigente presso il Comune di Santa Croce sull'Arno - Settore 2 Gestione del territorio e del patrimonio del Comune di Santa Croce; si chiedeva anche di annullare il decreto con cui la sindaca aveva nominato vincitore un altro professionista.

Nella graduatoria definitiva, l’architetto Tamberi finiva, come si direbbe con termine sportivo, a un’incollatura dal professionista dichiarato vincitore, cioè con soli 0,44 punti di meno.

Fra i motivi del ricorso, il fatto che la commissione del concorso non avrebbe valutato correttamente i titoli di servizio posseduti dal ricorrente, in quanto non avrebbe computato il ruolo nel quale l’architetto Tamberi è stato impiegato presso il Comune di Cassina de’ Pecchi per 27 mesi e, ancora, il periodo di servizio svolto dal 1993 al 1999 in qualità di istruttore tecnico direttivo presso il Comune di Montopoli.

Il Comune di Santa Croce, costituitosi in giudizio, ha ribattuto sostenendo la correttezza dell'operato della Commissione, «in quanto il servizio presso il Comune di Cassina de’ Pecchi non è stato computato non essendosi in presenza di un incarico dirigenziale».

Si è costituito anche il professionista risultato vincitore, che contestualmente ha presentato un ricorso incidentale ritenendo che il Comune avesse errato nella valutazione dei titoli dallo stesso depositati.

La sentenza

I giudici del Tar nella sentenza spiegano che il ricorso principale depositato dall’architetto Tamberi è fondato nella parte in cui si sostiene che la commissione avrebbe errato nell'attribuirgli solo 2,76 punti totali per gli incarichi indicati nel proprio curriculum, non avendo considerato alcune esperienze professionali. A detta del Tar, la commissione «avrebbe dovuto considerare, nell'attribuzione del relativo punteggio, il periodo in cui è stato impiegato presso il Comune di Cassina de’ Pecchi per 27 mesi, incarico quest'ultimo che non poteva che essere qualificato alla stregua di quello di un dirigente». «Al contrario la commissione, e con riferimento a tale incarico, ha attribuito un punteggio di 0,24, avendolo considerato come riconducibile alla classe di servizio “funzionario Cat. D1-D3”».

«Altrettanto erroneamente la commissione non ha valutato, attribuendo il relativo punteggio, l’incarico di istruttore tecnico direttivo svolto presso il Comune di Montopoli Valdarno dal 1993 al 1999».

Con i punteggi dovuti (o anche con una parte di essi) Tamberi sarebbe risultato vincitore. Da respingere invece il ricorso incidentale depositato dal professionista vincitore.

Insomma, vittoria piena per l’architetto Tamberi, mentre il Comune di Santa Croce e l’altro professionista devono pagare in solido tremila euro oltre oneri di legge.

E ora? Attualmente l’architetto Tamberi è dirigente a Portoferraio, con tutti i disagi legati ad una destinazione lontana da casa (è di Pontedera); a Santa Croce aveva già lavorato, e ad oggi ha diritto di tornarci da dirigente.

Spiega l’avvocato Francesco Papiani: «Il Comune e l’altra parte resistente hanno sessanta giorni di tempo per depositare un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, in caso contrario la sentenza cadrà in giudicato e dovrà essere applicata. Io e il mio assistito siamo contenti del risultato, ma sappiamo che non è un verdetto definitivo. Aspettiamo. Ci conforta il fatto che il Tar si sia espresso chiaramente sul fatto che l’architetto Tamberi avesse pieno diritto a risultare vincitore del concorso». —M.B.

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