Il Tirreno

Pontedera

La buona notizia: chiusa la “bolla” Covid all’ospedale

Tommaso Silvi
La buona notizia: chiusa la “bolla” Covid all’ospedale

Il dottor roberto andreini: «non ci sono più pazienti ricoverati» 

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PONTEDERA. Il peggio è passato. Ma è presto per cantare vittoria. «Ora tutto dipende dai giovani. Sono loro che possono trascinarci fuori dall’incubo una volta per tutte». A parlare è Roberto Andreini, direttore dell’area medica dell’Asl Toscana Nord Ovest e responsabile delle tre Medicine dell’ospedale Lotti di Pontedera. Dove, da ieri pomeriggio, non ci sono più pazienti ricoverati nella “bolla” Covid. «Abbiamo dimesso gli ultimi tre – prosegue Andreini – e quindi chiudiamo il reparto. Ma senza smantellarlo, perché dobbiamo tenerci pronti a un’eventuale ripresa dei contagi. Spero e credo che non ci sarà un’altra ondata, anche se l’ultimo anno di pandemia ci ha insegnato che le previsioni, quando si parla del virus, possono essere ribaltate nel giro di pochi giorni». Medici e infermieri tirano un sospiro di sollievo al Lotti. Come alla fine di una guerra. «Abbiamo passato giorni infernali, abbiamo visto persone morire. Sono cose che segnano – racconta il dottor Roberto Andreini – e che non dimenticheremo mai».

L’ESERCITO ANTI-VIRUS

«Non siamo ancora all’immunità di gregge – precisa il direttore di medicina – ma la campagna vaccinale sta procedendo a buon ritmo e il virus sta indietreggiando in modo netto. Credo che le riaperture di attività e ristoranti siano state calcolate in maniera corretta, ma non dimentichiamoci della mascherina e del distanziamento. Manca l’ultimo passo per arrivare alla vittoria definitiva contro il Covid, non dobbiamo mollare». Nel periodo più duro della pandemia, il Lotti ha potuto contare su 42 posti nel reparto dedicato ai pazienti con coronavirus. Oltre a cinque letti in rianimazione, per i casi più gravi. A questi vanno aggiunti i 40 posti a Bientina, nella struttura per le cure intermedie; per le persone positive al virus, ma in condizioni non particolarmente critiche. «E poi non dimentichiamo gli operatori delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale, ndr), che si sono dati da fare con le cure a domicilio. In Valdera – continua Andreini – Abbiamo fatto uno straordinario lavoro di squadra. Ci sono stati anche degli errori, si può sempre fare di meglio, ma credo che possiamo ritenerci tutti più che soddisfatti»

VACCINI E NO-VAX

Andreini esclude un nuovo picco dei contagi in autunno. «Perché sono convinto che in molti si vaccineranno, oltre ai tanti che lo hanno già fatto. Più aumentano le persone che rifiutano la vaccinazione, più crescono i rischi di piombare di nuovo all’inferno. L’importante – chiarisce il direttore di Medicina – è che si vaccinino i giovani. A loro il virus non fa male, ma rappresentano la fonte numero uno di contagio, perché frequentano molti luoghi e sono sempre in movimento». Il dottor Andreini conclude con un messaggio ai no-vax. «Chi non vuole farsi il vaccino avrebbe dovuto vedere il nostro reparto Covid nei mesi scorsi. Con la gente attaccata ai tubi per respirare, coi cateteri e gli occhi chiusi dalla stanchezza. Quelle non sono opinioni, quella è realtà. Quello è ciò che abbiamo passato. E dobbiamo fare di tutto per non viverlo un’altra volta». —

Tommaso Silvi

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