Sicurezza
Il lago Margone rinasce con ristorante e pesca sportiva
Nuova vita per l’invaso che serviva per lavare il rame estratto dalla miniera. Per ora c’è solo un ristorante ma dall’anno prossimo arriveranno sette bungalow
MONTECATINI VALDICECINA. Il laghetto che un tempo veniva usato per lavare il rame estratto dalla miniera, diventa la meta per appassionati di pesca sportiva. Al Margone, infatti, una coppia di sardi ha avviato una nuova attività con ristorante e con l’obiettivo di realizzare sette bungalow l’anno prossimo che diventeranno dieci in futuro, trasformando l’area in un agriturismo in mezzo al verde.
L’apertura ufficiale è avvuta a fine maggio e le cose sembrano andare bene, a giudicare da quanto racconta Melissa Marcis: «Per ora riceviamo la visita di persone del posto. Sono pochi i turisti, anche se s’incomincia a intravedere un po’ di movimento anche sotto questo aspetto. L’altro giorno sono venute due famiglie da fuori zona a pescare. Ma abbiamo in testa che questo diventi una delle tante attrazioni della Valdicecina e un’esperienza che si può vivere soggiornando in questa zona così ricca di attrazioni sia culturali che legate alla natura e ai paesaggi».
Un laghetto di pesca sportiva mancava nella valle. L’ha realizza Melissa che 16 anni fa partì dalla Sardegna per stare con l’allora fidanzato, poi diventato marito, Thomas Pitzeri, giunto in Valdicecina dall’isola per dare una mano nell’attività dello zio. «Dovevo rimanere quindici giorni, poi me ne sono innamorata e siamo rimasti a vivere qui, mettendo le nostre radici in questo posto», racconta Marcis che, prima d’imbarcarsi nell’avventura al lago Margone, ha lavorato a lungo dietro il bancone di una gastronomia all’interno di un supermercato.
Per avviare la nuova attività a fianco della miniera di Montecatini, sono state assunte due cuoche e un cameriere. Ma presto arriveranno altre assunzioni. «Stiamo aspettando che alcuni giovani già selezionati, sostengano l’esame di maturità – aggiunge l’imprenditrice – Poi verranno a lavorare da noi. Inizialmente per il fine settimana, ma con l’avvio della stagione estiva a luglio, sarà un impegno pressoché giornaliero. Vogliamo lavorare con gente del posto e dare il nostro contributo all’economia del territorio».
Ma con l’arrivo dei bungalow, di personale e, quindi di assunzioni, ce ne saranno ancora. «Purtroppo la burocrazia non ci ha aiutati – sottolinea Melissa Marcis – Allestire strutture di questo genere richiede tempo soprattutto dal punto di vista dei permessi e le documentazioni da presentare agli uffici competenti e ormai ci organizzeremo al meglio per la stagione turistica del prossimo anno». —
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