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Villino non ancora finito Democrazia civica attacca la sindaca Bacci

A.Q.

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POMARANCE. Dodici posti letto, 700mila euro d’investimento da parte del Comune di Pomarance e 20 posti di lavoro. Sono gli elementi essenziali per inquadrare l’operazione decisa ormai da anni di riqualificare quello che a Larderello è conosciuto come il Villino (nella foto), un tempo di proprietà di Enel e oggi dell’amministrazione comunale. Già nel 2019, il gruppo di opposizione in consiglio comunale, Democrazia civica, aveva sollevato polemiche per i lavori mai iniziati, malgrado l’assegnazione avvenuta a dicembre 2019. Ma oggi, con la ristrutturazione non ancora terminata per quella che è destinata a essere una struttura per persone con disturbi psichici, la discussione riprende.

«È passato davvero troppo tempo – dice Loriano Fidanzi che, ai tempi in cui era consigliere comunale di maggioranza nella giunta guidata dal sindaco Loris Martignoni, aveva seguito in prima persona il progetto per il recupero di questo edificio – I lavori hanno subito un ritardo enorme e non si capisce neppure bene il perché. Qui c’è in ballo una struttura che risolve problemi gravi e concreti alle famiglie di persone con problemi psichici. E poi c’è l’aspetto dell’investimento fatto dal Comune di Pomarance. E, non ultimo, la creazione di ben venti posti di lavoro che, in un periodo come questo e in un territorio come la Valdicecina dove l’occupazione è uno dei problemi maggiori. Insomma, sembra proprio che il Comune non abbia saputo spingere per accelerare i tempi e arrivare alla fine di un progetto che rappresenta molto, sia dal punto di vista sociale che sotto l’aspetto economico e occupazionale».

Dal canto suo, la sindaca Ilaria Bacci dà la colpa al Covid e ad altre complicazioni emerse strada facendo: «La pandemia ha, di fatto, stoppato i lavori, Abbiamo concesso una proroga alla ditta appaltatrice che scade fra poco. Ma i lavori proseguono e i tempi sono in linea con gli accordi rinnovati alla luce dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus. E stiamo anche predisponendo l’iter per assegnare la gestione». Una delle complicazioni, però, riguarda il ritrovamento di ingenti quantità di amianto nella parte bassa della palazzina che ha sospeso di nuovo la ristrutturazione. «La rimozione e la bonifica è stata affidata ad Enel», sottolinea Bacci. Ma per Fidanzi, «visto che il Comune ha acquisito l’edificio a costo zero, avrebbe dovuto gestire in prima persona la rimozione e la bonifica. Affidando l’incarico a Enel si sono allungati ulteriormente i tempi per il recupero del Villino». —

A.Q.

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