Il Tirreno

Pontedera

Morte di Federico, nuovo appello a “Chi l’ha visto?” di mamma e sorella

Massimo Braglia
Federico Carnicci
◗
Federico Carnicci

Un video sui canali social del programma di Raitre per insistere e sollecitare la riapertura delle indagini 

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE. Nuovo appello a “Chi l’ha visto?” per il caso di Federico Carnicci, l’ex operaio ed artista di strada morto nel Tevere, ormai sei anni fa, quando aveva 27 anni. A parlare davanti alle telecamere la mamma Lidia Spera e la sorella Vittoria e la sorella, tornate a Roma, per tre giorni, sui luoghi vicino a Ponte Sisto dove si è consumata la tragedia. E hanno incontrato anche Simone Aricò, consulente investigativo che affianca la criminologa specializzata in investigazioni, Sara Bardi, nella ricerca di nuove prove. Simone Aricò vive a Roma e conferma: «Stiamo facendo sopralluoghi e acquisendo nuove informazioni, il tutto finalizzato a fornire all’avvocato elementi utili per formalizzare l’istanza di riapertura del caso. Ovviamente – aggiunge – non posso scoprire le carte, ma riteniamo di avere già raccolto qualcosa di interessante che potrebbe convincere la magistratura, però ora è prematuro. Insieme alla collega Sara Bardi contiamo per la fine del mese di consegnare il materiale».

Tra i luoghi visitati, anche l’area di Ponte Sisto, dove continuano ad esserci tende e baracche come quando sei anni fa accadde la tragedia. Nel video sui canali social di “Chi l’ha visto?”, Vittoria lancia anche un appello. «Innanzitutto – spiega la sorella – vorrei chiedere alle autorità di riaprire le indagini, i nostri criminologi stanno raccogliendo elementi utili. Mio fratello merita giustizia. E mi appello anche a chi era presente in quella zona la notte della scomparsa di mio fratello: qualsiasi cosa può essere utile, non abbiano paura di parlare». La madre di Federico interviene e afferma: «A questo punto, chiedo soprattutto la verità. Ne abbiamo diritto».

Al di là di quanto dichiarato di fronte alle telecamere di “Chi l’ha visto?”, la sorella Vittoria spiega: «I tre giorni in cui siamo stati a Roma sono stati bruttissimi, abbiamo rivissuto quel periodo tremendo. Tornare lì ci ha fatto risalire tanta rabbia, noi vorremmo anche sapere come sono state fatte le indagini, chi è stato sentito, perché è stato chiuso tutto su una vicenda così. Ho perso un fratello di 27 anni, abbiamo il diritto che chi di dovere finalmente ci dia la giustizia dovuta».

Federico scomparve il 4 luglio, alcuni amici si presentarono a fare denuncia il 7 e poi il suo corpo fu ritrovato dopo una decina di giorni, il 17. La famiglia di Federico si è affidata ad un nuovo avvocato, Luigi Fornaciari Chittoni del foro della Spezia, per provare a riaprire il caso. La famiglia non ha mai creduto alla tesi del suicidio, con la quale gli inquirenti hanno poi chiuso il caso.

La pista principale che il legale pensa di poter seguire è quella di un possibile legame tra la morte di Federico e gli altri tragici fatti per i quali è finito sotto inchiesta o sotto processo Massimo Galioto, il punkabbestia che viveva in una tenda sul Tevere e con il quale alcuni avrebbero visto litigare Federico pochi giorni prima della sua scomparsa. Massimo Galioto è attualmente accusato della morte di un senza tetto romeno di 38 anni, Emanuel Petrut Stoica, mentre è stato assolto in primo grado (ed è in corso il processo d’appello) per la morte di uno studente americano, Beau Salomon. Galioto non è mai stato indagato per Federico, e tra l’altro i legali del senzatetto romano, come già scritto nei giorni scorsi, hanno sempre sostenuto la sua estraneità e in più ha già dalla sua una sentenza d’assoluzione di primo grado.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web