Il Tirreno

Pontedera

Strada allagata da acque scure che escono dalla fognatura

Nilo Di Modica

Protesta di una famiglia di via Romaiano a Ponte a Egola «Faremo analizzare i residui». Il sindaco: «Serve il bypass»

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Nilo Di Modica

SAN MINIATO. Problemi di convivenza fra quartiere “civile” e industriale in via di Romaiano a Ponte a Egola, dove una famiglia da tempo protesta per la situazione della fognatura che passa di fronte a casa, con una decisione: prendere il toro per le corna e commissionare analisi a laboratori privati di ciò che esce dalle fogne ogni volta che piove. «Da anni, ogni volta che vengono due gocce d’acqua la strada si allaga – raccontano Claudia Lucchesi e Graziano Palermo – L’unica fognatura che attraversa la strada è industriale, anche se le caditoie convogliano anche l’acqua piovana».

Il risultato è un lago marrone scuro, se non proprio nero, che ogni volta si forma in questo svincolo strategico per la frazione. Siamo infatti nella strada di accesso alla zona industriale di Romaiano, ma al tempo stesso ci troviamo in uno di quei crocevia dove le contraddizioni ormai note di Ponte a Egola emergono in tutta la loro criticità, con aree residenziali realizzate prima del boom economico che si trovano, ormai, letteralmente affacciate su quelle industriali. In un quartiere dove vecchi bottali arrugginiti spiaggiati nei cortili dei capannoni e giardini delle villette provano a convivere con qualche problema.

Quando poi piove, in questo pezzo di paese, le cose si complicano. «L’odore è tremendo ed è evidentemente di natura industriale – continua Claudia – La strada, poi, che non è mesa bene a causa del passaggio continuo di mezzi pesanti, è piena di avvallamenti in cui, con l’acqua piovana, si forma proprio un lago, alimentato dal tombino da cui, mentre piove, comincia a venir su un’acqua nera e puzzolente».

Il sospetto che quella disciolta nelle acque non sia semplice terra o materiale da dilavamento stradale s’insinua osservando la strada dopo qualche ora di sole: il tratto di asfalto all’imbocco di via Romaiano dalla rotonda di intersezione con via Gramsci, dopo la pioggia resta marrone scuro, coperto da un fitto strato secco di materiale che si sbriciola in grosse incrostazioni, anch’esse maleodorante. «Spesso ci tocca pulire di fronte a casa – raccontano i due – E se la pioggia è più forte del solito, capita che le acque colmino la fognatura e risalgano al giardino».

In tutto questo, poi, l’ombra di uno degli sport più praticati nel nostro paese, lo scarica barile. «Per anni abbiamo segnalato questa situazione, mentre lo stato della strada andava peggiorando – racconta Claudia – Pensiamo che quest’acqua contenga reflui industriali e adesso vogliamo vederci chiaro. Per anni ci siamo rivolti a Cuoiodepur, che rimpallava la responsabilità con il Comune. Da parte delle amministrazioni che si sono succedute, poi, ci rispondevano invece di chiedere spiegazioni a chi gestisce il depuratore in cui confluiscono acque civili e industriali delle concerie di Ponte a Egola. A noi, invece, interessa solo che ci risolvano questo problema, che ormai va avanti da troppo tempo. Anche per questo stiamo pensando di rivolgerci ad un laboratorio di analisi per vedere cosa contiene l’acqua che risale dalla griglia, finendo nel nostro giardino. È assurdo che anche questo tocchi pagarlo a noi».

Intanto dal Comune di San Miniato il sindaco Simone Giglioli assicura che qualcosa si sta muovendo: «Si tratta di una vecchia fognatura che in alcuni tratti passa anche sotto un capannone. L’acqua da tempo non defluisce come dovrebbe. Proprio per questo con l’ufficio tecnico e Cuoiodepur stiamo predisponendo un progetto per bypassare definitivamente quel tratto di fognatura, tramite una deviazione che presto necessiterà di effettuare dei lavori in quel pezzo di strada». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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