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Palazzo Senza Tempo e 11Lune ennesimo esempio di resilienza

La grande terrazza del palazzo Senza Tempo di Peccioli
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La grande terrazza del palazzo Senza Tempo di Peccioli

L’inaugurazione dell’edificio di Peccioli darà il via simbolicamente alla rassegna artistica. Nei giorni scorsi svelato il murale del pittore francese Daniel Buren

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PECCIOLI. Non c’è casualità nella volontà dell’amministrazione comunale di Peccioli di dare il via al cartellone del festival 11Lune non con un concerto o uno spettacolo teatrale. Il cartellone, con nomi come Vittoria Puccini, Toni Servillo e Francesco Renga, è ricchissimo. La nuova stagione, simbolo di ripartenza e speranza dopo un anno e mezzo di lotta alla pandemia, che proprio il mondo dello spettacolo e della cultura in generale ha colpito di più, doveva iniziare, però, in maniera simbolica. E quello del palazzo Senza Tempo sarà molto più di un taglio del nastro di un edificio storico, le cui origini risalgono addirittura al 1400. Ma che, a partire dagli anni Novanta, era diventato luogo di abbandono e degrado. Uno spazio restituito alla comunità come ennesimo simbolo di resilienza, carattere distintivo del “Laboratorio Peccioli” alla Biennale di Venezia.

L’antico edificio è stato protagonista di una riqualificazione completa secondo un progetto curato dallo studio Mca di Mario Cucinella. Inserito nel tessuto urbano del Castello di Peccioli in via Carraia, il palazzo ha visto susseguirsi diverse famiglie di rango aristocratico come i Salviati, gli Almeni e i Dufour-Berte ed è stata la sede in cui si coordinava e amministrava l’azienda agricola, conosciuta come “Fattoria di Peccioli”. Il Comune di Peccioli con Belvedere Spa, nel 2019, ha intrapreso un’operazione di recupero che si concluderà questa estate.

L’intervento è di quelli importanti, di poco inferiore ai 6 milioni di euro. Trasformando il palazzo Senza Tempo nel centro culturale del paese, in grado di ospitare fin da subito una serie di mostre temporanee e permanenti. La prima opera, firmata dall’artista danese Jeppe Hein, è arrivata già il 5 maggio scorso, direttamente dalla König Galerie di Berlino. Altre ne arriveranno, anche se il palazzo stesso sarà un’opera da ammirare. Nei giorni scorsi, è stato liberato dall’impalcatura e fa bella mostra il murale curato dal pittore e scultore francese Daniel Buren. Spazio anche a emeroteca, caffè e ristorante.

L’attesa è per la grande terrazza panoramica, che aggiunge ai 2.800 metri quadrati di spazi dell’edificio, un affaccio sulla vallata e con vista all’anfiteatro. Un tuffo nel verde che i cittadini, con un evento speciale i cui dettagli saranno resi noti nei prossimi giorni, scopriranno presto.
 

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