Attenzione
Allenatori e dirigenti tutti d’accordo «Educato e rispettoso»
Annullata l’amichevole tra la Stella Azzurra e la Bellaria L’amico calciatore: «Non posso credere che non ci sia più»
PONTEDERA. “Scusa mister, ma stasera non ce la faccio a venire all’allenamento”. Un messaggio sul cellulare dell’allenatore per avvertire della sua assenza. «A volte capitava che non ce la facesse a venire, me lo faceva sapere in anticipo. Era rispettoso della squadra e dei compagni, un ragazzo educatissimo». Lorenzo Leggerini giovedì alle 19,15 è andato in campo con i calciatori della formazione Juniores della Stella Azzurra, storica società di calcio di Pontedera. Khadim non c’era. Nessuna comunicazione.
«Mi sembrava strano – continua il mister – poi ho capito come mai non mi ha scritto. Non ci sono parole, solo tanta tristezza». Khadim Mboup, 19enne di Fornacette annegato a Tirrenia giovedì pomeriggio, giocava attaccante. «Aveva una rapidità eccezionale – ricorda il suo allenatore – e una potenza fisica straordinaria. Era con noi da circa due anni ed era migliorato molto. Stava diventando un giocatore». Oggi Lorenzo Leggerini avrebbe dato a Khadim una maglia da titolare nell’amichevole che la Stella Azzurra avrebbe dovuto disputare contro il Gs Bellaria Cappuccini. La realtà sportiva da cui il 19enne aveva cominciato il percorso nel mondo del calcio. La partita è stata rinviata per lutto.
«Era arrivato da noi nel 2017 – dice Piero Vetturi, presidente del Gs Bellaria – e seppe integrarsi con i compagni nel giro di pochissimo tempo. Rispettava ogni regola, svolgeva i compiti richiesti dall’allenatore. Un ragazzo impeccabile, che poi ha deciso di proseguire la sua avventura nella squadra del Fornacette, prima di andare alla Stella Azzurra. Per la Bellaria – continua Vetturi – è un giorno triste».
Khadim aveva scelto di vestire i colori della Stella Azzurra su consiglio del suo migliore amico, e coetaneo, Malik Samb. «Lo conoscevo da quando ero piccolissimo – racconta Malik – e abbiamo affrontato fianco a fianco ogni fase della nostra vita. Eravamo insieme all’allenamento, pochi giorni fa, poi siamo andati a fare un giro a Pontedera, abbiamo passato qualche ora in compagnia e a mezzanotte siamo tornati a casa». Malik non ha molta voglia di parlare. Quando pronuncia il nome dell’amico del cuore scomparso la sua voce si spezza. Una pausa. Un sospiro. Poi riparte. «Sto organizzando un viaggio in Turchia, e lui mi stava dando una mano ad acquistare il biglietto dell’aereo su internet. Khadim era così, aveva il cuore grande. E tutti lo conoscevano perché si metteva a disposizione, risolveva i problemi della gente». Malik si ferma di nuovo. Il dolore lo prende alla gola e strozza le parole. «Voglio pensare che questo sia solo un brutto sogno, e che prima o poi mi sveglierò e sarà tutto finito. Non riesco a pensare che Khadim non ci sia più, io voglio vederlo ancora, voglio continuare a prenderci in giro come abbiamo sempre fatto. Voglio giocare ancora con lui a pallone – prosegue – e passare le serate insieme. Ma purtroppo non è un sogno. Il mio migliore amico non c’è più. E non tornerà». —
T.S.
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