La prof Taddei va in pensione dopo 34 anni all’istituto Fermi di Pontedera
L’insegnante ha lavorato anche al Montale, Curtatone e Ipsia: "Serve investire nella scuola e prestare ascolto ai ragazzi"
PONTEDERA. È il primo giorno di scuola del 1980. Al Montale di Pontedera una giovane di 24 anni stringe il registro tra le mani. «I ragazzi entravano nelle classi, e un bidello mi scambiò per una studentessa, spingendomi in aula. Gli spiegai che ero la nuova professoressa. Fu una scena imbarazzante». 8 giugno 2021. Beatrice Taddei esce dall’istituto tecnico Fermi tra gli applausi di colleghi e studenti, con la commozione che le attraversa gli occhi. Dopo 41 anni di insegnamento è arrivata la pensione.
«Dal 1980 sono cambiate tante cose – dice la professoressa Taddei – ma una è rimasta intatta. Il rapporto con gli studenti. Nel 2004 si è diplomato il figlio di una mia alunna, è stata un’emozione incredibile. Ho passato la mia vita a fare lezione, mai con l’idea di imporre la mia autorità. Quando sono con i ragazzi non interpreto un ruolo, sono me stessa».
Esordio al Montale, poi un anno alla scuola media Curtatone e Montanara, quindi cinque all’Ipsia Pacinotti. E addirittura 34 anni al Fermi. «La mia famiglia – racconta la professoressa – non sarà facile abituarmi alla lontananza dal Fermi. Lì dentro c’è un mio grande pezzo di cuore».
Beatrice Taddei insegna religione cattolica. «Nella mia materia – prosegue – non ci sono voti, ma soltanto una valutazione di massima. Questo mi ha permesso di avvicinarmi agli studenti, che in me hanno sempre visto una figura un po’ diversa dagli altri professori».
Taddei, pontederese, 65 anni, un marito e quattro figli, nel tempo ha lavorato sul rapporto con i ragazzi. Cercando di ascoltarli, di farli confrontare sull’attualità. «La religione cattolica è un grande contenitore, ed è uno di quei punti fermi che hanno guidato la costruzione dell’Italia. Parlare di religione – va avanti la prof – significa parlare di cosa accade intorno a noi. La mia ora di lezione è un dibattito collettivo sui fatti del mondo».
Tra le grandi passioni di Beatrice Taddei c’è quella per i numeri. E secondo i suoi calcoli «in 41 anni – spiega – ho conosciuto circa 5mila studenti. È stata un’avventura fantastica, ora è giusto che mi faccia da parte». La “colonna” del Fermi avrebbe potuto continuare a lavorare per un altro anno, ma ha deciso di scendere dalla giostra dell’insegnamento. «L’ultimo periodo – confessa – passato tra lezioni a distanza e mascherine a causa del Covid, ha tolto un po’ di magia allo scambio con gli studenti. Era la cosa che mi piaceva di più, e in gran parte è sfumata. Così ho capito che è l’attimo giusto per chiudere la fetta più grande della mia vita».
Beatrice Taddei, però, ha già un progetto da intraprendere. «Mio marito è diventato titolare di una libreria, a Pisa, e io starò con lui. Lo aiuterò nell’attività, mi piace l’idea di lavorare con i libri».
Il sipario sulla carriera scolastica, per la prof Taddei, calerà ufficialmente alla fine di agosto. Prima di abbandonare la scena, però, ci tiene a lanciare un messaggio: «Spero che si capisca una volta per tutte che nella scuola bisogna investire. Dobbiamo credere nei nostri ragazzi, nella loro formazione in senso generale, non solo dal punto di vista didattico. Sono i cittadini del domani e le loro idee vanno comprese e coltivate. L’esperienza da insegnante mi ha arricchito come persona, perché dagli studenti ho imparato moltissimo. Mi hanno aiutato a sentirmi sempre giovane, dinamica, attiva. Sono una grande fonte di energia e le loro potenzialità vanno scovate e premiate».
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