Il dolore
Tartarughe abbandonate nel lago e catturate col progetto per le scuole
PONSACCO. Sono state catturate ben 50 tartarughe americane delle specie Trachemys, originarie della Florida, ma acquistate alla fiera di Ponsacco da alcuni cittadini che poi le hanno abbandonate in cattività al lago de “Il Cavo”, lungo la via Vecchia di Pontedera, creando un danno per animali e ambiente. Queste testuggini sono piccole inizialmente, ma crescono e diventano aggressive per uomo e ambiente, mordono, uccidono i pesci del lago e feriscono animali autoctoni, inoltre sono portatrici di salmonella. Il problema era stato segnalato dai pescatori del laghetto de “Il Cavo”, perché le tartarughe mangiavano i pesci. È intervenuta l’associazione Eliantus, volontari per l’ambiente, che con il Comune di Ponsacco, l’Università di Pisa, i volontari dell’antincendio boschivo Vab, il Lions Club Pontedera Valdera e la grande opera di sensibilizzazione degli alunni delle scuole primarie di Ponsacco sono riusciti a concretizzare il progetto di cattura delle specie “aliene”.
Le testuggini recuperate dopo questa primavera si trovano al centro specializzato del Wwf di Marina di Massa, individuato grazie alla collaborazione della Regione Toscana, dove era stato presentato questo progetto Trachemys. «La spesa della cattura delle tartarughe è stata minima per il Comune di Ponsacco, vista la grande opera dei volontari – ha detto Monica Mariani, presidente di Eliantus e Lions Club Pontedera Valdera – e sono stati installati tre pannelli lungo il laghetto, grazie al contributo del Lions Club per dissuadere i cittadini ad abbandonare le tartarughe nel parco, visti i problemi che ne sono scaturiti. La cattura è iniziata subito dopo la stagione invernale, perché le tartarughe erano in letargo. Oggi alcune nuotano nel laghetto e altre centrano le trappole che le catturano per il trasferimento nel centro specializzato per la loro cura».
«Gli alunni delle undici classi coinvolte hanno assistito alle lezioni in classe di Marco Zuffi, ricercatore dell’Università di Pisa, e della biologa Cecilia Mancusi sulle caratteristiche delle tartarughe Trachemys. Ci sono stati incontri coi ragazzi al laghetto – ha spiegato Stefania Macchi, assessora alla pubblica istruzione – con piccoli gruppi di allievi e insegnanti, per far vedere la cattura delle tartarughe e dissuaderli a compiere abbandoni di questi animali. Il grande impegno di tutti nella sua ideazione ha portato i suoi frutti tant’è che è stato proposto come progetto guida per gli altri comuni del nostro territorio con parchi naturali attraversati da fiumi o da laghi».
«Dopo un periodo di studio e di avvistamenti per censire le 150 tartarughe abbiamo coinvolto gli alunni dell’istituto comprensivo Niccolini – ha sottolineato l’assessora all’ambiente, Roberta Lazzeretti –. Tutto questo per far capire ai bambini l’importanza del rispetto dell’ambiente». I lavori continueranno nei prossimi mesi con il supporto della Vab che, dopo il posizionamento delle trappole, monitorerà e catturerà le tartarughe sotto la direzione dei due ricercatori dell’Università di Pisa. «È un progetto importante che ci consente di tutelare la biodiversità del nostro parco urbano – ha aggiunto la sindaca Francesca Brogi – un ambiente di grande pregio naturalistico». Secondo Zuffi, «queste tartarughe di origine americana possono raggiungere la misura di oltre 30 centimetri di diametro e diventare molto aggressive per uomo e ambiente. La sensibilizzazione che abbiamo effettuato nelle scuole vuol disincentivare questi brutti comportamenti di abbandono e adozione di questa specie». —
Elena Iacoponi
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