Sicurezza
Nasce associazione per difendere la diocesi dall’accorpamento
Alcuni cittadini del vasto territorio si sono riuniti per gettare le basi di una struttura che inizi a farsi sentire
Paolo Falconi
Volterra. Il rischio è tangibile, la paura è tanta. La soppressione della diocesi di Volterra, quando ai primi di settembre andrà in pensione l’attuale vescovo Alberto Silvani al compimento dei 75 anni (sempre che non venga deciso di spostare nel tempo la sua messa a riposo), rappresenterebbe un evento catastrofico dal punto di vista sociale e pastorale. In sordina ci si muove. Finalmente.
Nello spirito del Concilio Vaticano II, e per adempiere al mandato dell'impegno dei cristiani laici all'interno della comunità, alcuni cittadini della vasta diocesi di Volterra si sono recentemente riuniti allo scopo di far nascere un’associazione. Con il compito di agire a difesa della diocesi stessa. Il nuovo gruppo si dovrebbe chiamare “Amici della Diocesi di Volterra”, e intende sostenere e valorizzare quanto la ormai bimillenaria tradizione cristiana volterrana ha custodito gelosamente, con il suo patrimonio vivo di persone, luoghi, eventi, monumenti e natura.
Da qui, lo ricordiamo, partì per Roma Lino, dove sarebbe diventato il primo successore dell’apostolo Pietro alla guida della Chiesa. Fatto santo, anche papa Giovanni Paolo II volle rendergli omaggio con la visita pastorale sul colle etrusco a settembre 1989.
Inutile dire che, più o meno velatamente, il messaggio della nascente associazione è quello di mobilitare l'opinione pubblica contro ogni ipotesi di accorpamento con altre diocesi. Oggi quella volterrana ha un territorio di ben 1.743 chilometri quadrati divisi in 5 province, un record: 88 parrocchie, 6 vicariati, 89mila battezzati su 94mila abitanti. Non è una geografia strana, ma rispondente al territorio etrusco di Velathri, ovvero un ambiente dal mare alle colline dell'entroterra con la città di Volterra al centro.
L’ipotesi ventilata di un suo accorpamento con l’arcidiocesi di Pisa non piace affatto; soprattutto perché con la medesima provincia di Pisa i legami storici e culturali sono pochi e saltuari. Circa dieci anni fa a Volterra un comitato propose il cambio di provincia, e se la politica riuscì a bloccare la consultazione popolare, quella per sms lanciata da Il Tirreno vide i pro-Siena vincere con ben oltre il 65 per cento. Ma non se ne fece di nulla.
Ora spunta un’associazione affinché “nessuno tocchi la diocesi”. Perché i cittadini, dopo anche l'intervento di sindaci e istituzioni troveranno di sicuro il modo di farsi sentire. —
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