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la visita e i piani futuri 

Il direttore degli Uffizi libera i sogni «Ci sono i presupposti per belle iniziative»

Libero Red Dolce
Il direttore degli Uffizi libera i sogni «Ci sono i presupposti per belle iniziative»

Eike Schmidt accoglie l’idea di allargarsi a Cascina, la sede potrebbe essere l’ex palazzo Pretorio: «Lo restaureremo»

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Libero Red Dolce

cascina. Il direttore degli Uffizi di Firenze, lo storico dell’arte Eike Schmidt, si entusiasma e fa entusiasmare nella sua visita a Cascina. Guidato in un tour cittadino dall’assessora alla cultura Bice Del Giudice – che lo ha fortemente voluto – e dal sindaco Michelangelo Betti, Schmidt raccoglie con interesse la proposta dell’amministrazione di fare arrivare in città il progetto “Uffizi Diffusi”: «Ci sono ottimi presupposti per fare delle grandi iniziative».

Stupisce (ma solo chi non lo conosce) l’attenzione partecipe con la quale s’incuriosisce di ogni dettaglio, fatto storico e angolo che gli viene proposto e raccontato durante la sua visita. Si parte alle 10, con una chiacchierata sull’arte nel mondo del futuro dalla sala del consiglio e trasmessa in diretta YouTube sul canale del Comune. Da lì poi visita al palazzo Pretorio, al liceo artistico, alla propositura di San Giovanni e Santa Maria Assunta e infine all’Oratorio di San Giovanni.

Durante la chiacchierata in sala consiliare Schmidt offre il suo punto di vista teorico: «L’arte del passato era legata ai centri, quella presente, non dico del futuro di proposito, è rivolta spesso alle periferie. Credo che sia un approccio sbagliato: l’Italia è un paese ricco di arte, indipendentemente da centro e periferia. Non c’è solo un passato da musealizzare o, per esempio, un’architettura contemporanea da destinare alle periferie».

Il tema caldo però è quello degli “Uffizi Diffusi”, l’idea lanciata da Schmidt di diffondere i luoghi dell’arte e le esposizioni sul territorio in modo da avvicinare alla fruizione il pubblico e creare una rete che possa dare benefici a luoghi che in questo momento non sono privilegiati, quando non inesistenti, sulla mappa del turismo culturale.

E se la connessione più evidente tra gli Uffizi e Cascina è il celebre affresco sulla “Battaglia di Cascina” di Michelangelo che avrebbe dovuto essere collocato nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze, il precedente degli “Uffizi Diffusi” ad Anghiari, con il relativo affresco commissionato a Leonardo nella medesima sala e probabilmente mai realizzato, è un precedente di buon auspicio per Cascina. «Abbiamo visto che se una mostra è strategia, come ad Anghiari – spiega Schmidt – aiuta a riportare un luogo sulla mappa dei visitatori. E in un anno di crisi come il 2020, con molti musei che hanno registrato un forte calo dei visitatori, Anghiari invece ha registrato il numero più alto della sua storia. Anche dopo la chiusura della mostra, segno che ha funzionato non solo durante l’evento».

Per gli “Uffizi Diffusi” cascinesi l’amministrazione sogna di riportare all’antico splendore l’ex palazzo Pretorio, di fianco al municipio. «C’è già un progetto preliminare di circa un milione e duecentomila euro – spiega al direttore l’assessora Del Giudice – e qui lo spazio è davvero molto». Schmidt appoggia l’idea: «Per una struttura del genere è una cifra ragionevole e sono soldi che si spenderebbero volentieri. Gli spazi sono fantastici».

Schmidt non si limita a fare il “turista”. Domanda, spiega, tira fuori il cellulare di fronte a ogni opera, fotografia o dettaglio che accende la sua curiosità. Sulla “testa di fanciullo di età giulio-claudia” esposta in una teca in un angolo del municipio sobbalza: «Questa andrà collocata in un percorso espositivo».

Con intelligenza agile traccia connessioni tra la tradizione artigianale del mobile e l’arte cittadina («la distinzione tra le due cose nasce nell’Ottocento», si entusiasma per le fotografie delle antiche officine al liceo e si dilunga a parlare del restauro degli affreschi all’Oratorio. Prima di andare, la promessa: «Tornerò, credo che ci rivedremo presto». —

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