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san pietro igneo di fucecchio 

L’ospedale torna centro protesi «E a settembre debutta il robot»

Marco Sabia
L’ospedale torna centro protesi «E a settembre debutta il robot»

Dimesso l’ultimo paziente Covid, il personale a cena col sindaco per festeggiare «Si riparte con 15 posti letto, dopo l’estate la struttura tornerà a pieno regime»

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Marco Sabia

fucecchio. La fine (si spera) dell’incubo è stata festeggiata con una cena alla Casa Rossa, alla presenza di infermieri e medici che si sono occupati di curare i pazienti che avevano bisogno di supporto per uscire definitivamente dal tunnel del Covid. Il San Pietro Igneo, lo storico ospedale di Fucecchio, adesso è tornato Covid free, perché l’ultimo paziente è stato dimesso nelle scorse ore. Il nosocomio fucecchiese da questa settimana potrà riprendere la propria attività principale che è quella di un centro di eccellenza regionale di artroprotesi.

Due volte – lo scorso anno e nei mesi scorsi – il San Pietro era diventato ospedale d’appoggio al San Giuseppe di Empoli nelle cure a pazienti Covid. Una sorta di presidio low care molto importante e che è arrivato ad ospitare anche 35 pazienti contemporaneamente. Una primavera e un inverno lunghi e faticosi quelli che tutto il personale del San Pietro Igneo – medici, infermieri e operatori sanitari – si è appena messo alle spalle.

«La seconda ondata di contagi – ha commentato Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio – è stata ancora più forte della prima nella nostra zona e ha richiesto un impegno da parte di tante strutture sanitarie. Il personale del nostro ospedale merita un grandissimo applauso da parte di tutti i cittadini e delle istituzioni perché con professionalità e passione si è preso cura quotidianamente delle persone che hanno combattuto questo terribile virus. Li ho visti sollevati, anche semplicemente dover indossare la tuta protettiva con questo caldo era una sfida impegnativa». Lo stesso Spinelli che ha ringraziato gli operatori sanitari dell’ospedale fucecchiese anche a cena. E adesso come riparte l’ospedale di piazza Lavagnini? «A dir la verità – prosegue Spinelli – l’attività legata all’artoprotesica non si è mai fermata: i pazienti venivano visitati qui in regime ambulatoriale e poi operati e ricoverati in altre strutture convenzionate, per scongiurare i rischi di infezione. Al momento ripartiremo con una quindicina di posti letto, con l’obiettivo per settembre di arrivare a pieno regime. A settembre, inoltre, dovrebbe iniziare ad essere impiegato pure il robot chirurgico per le operazioni, che darà precisione estrema negli interventi. È un bel segnale, per una struttura ospedaliera complessa diretta con entusiasmo e competenza dal dottor Simone Nicoletti, che sta investendo e vuole investire in ricerca e innovazione».

Nel frattempo va avanti anche la campagna vaccinale: «Siamo a quasi 1000 vaccinazioni al giorno – continua Spinelli – senza particolari intoppi. Solo con gli open day si sono create delle piccole file ma in mezzora una persona senza prenotazione può vaccinarsi. Siamo soddisfatti per tutti gli sforzi fatti». —

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