Il Tirreno

Pontedera

Uccisa da un malore Cristina Campinoti storica dirigente di rione e Podistica

Giacomo Pelfer

Ponte a egola in lacrime per la 55enne 

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san miniato. Solo pochi giorni fa era in riunione nelle stanze del rione per parlare del Luglio pontaegolese. Il bianco e il giallo del Ponte, del resto, erano per lei molto più di semplici colori di appartenenza: quasi un marchio di famiglia capace di unire tre generazioni, impegnando da sempre anche i suoi genitori, il marito e la figlia Giulia, con la quale aveva contribuito a creare quel gruppo di ragazzi che un paio d’anni fa aveva permesso al rione di ripartire.

Impossibile per Ponte a Egola accettare la prematura scomparsa di Cristina Campinoti, 55 anni, uccisa da un malore improvviso che l’ha colta di sorpresa nella serata di venerdì. Da sempre attiva nel rione biancogiallo del Palio del Cuoio e nell’omonima Podistica Il Ponte, Cristina Campinoti è morta nella notte tra venerdì e sabato all’ospedale di Empoli dove era arrivata poche ore prima. Residente in via del Giardino, la donna lascia i genitori e il marito David Colombini, storico caratellista e allenatore del Ponte e la figlia Giulia, anche lei impegnatissima nelle attività dell’associazione. Entrata nel rione fin dalla nascita del Palio del Cuoio alla fine degli anni ‘80, Campinoti era diventata negli ultimi anni un punto di riferimento insostituibile per i biancogialli di Ponte a Egola. Era lei ad allenare i giovani caratellisti e a cucinare per la squadra, preparando l’immancabile crostata di fine gara e ospitando a casa sua i caratellisti “in ritiro” nelle ore prima della corsa. Soprattutto negli ultimi anni, nel periodo complicato seguito alle dimissioni dell’ex caporione Filippo Falorni, erano state proprio Cristina e la figlia Giulia a creare e cementare quel gruppo di giovani che da un paio d’anni ha permesso al rione di riorganizzarsi e ripartire, scongiurando la chiusura.

Casalinga, dall’indole combattiva e determinata, Campinoti era anche una storica dirigente della Podistica Il Ponte, rappresentando a tutti gli effetti una figura di riferimento per il tessuto associativo della frazione. «Persona attiva del rione e delle attività del paese» la definiscono dal Ccn. «Ancora ho nella mente il sorriso, la voce leggermente arrocchita, la simpatia contagiosa e i mille aneddoti che potrei raccontare dei tanti momenti passati assieme», scrive invece il sindaco di San Miniato Simone Giglioli. La salma di Cristina arriverà questa mattina nella Cappella della Misericordia di San Miniato Basso, il funerale domani alle 10 nel santuario di Cigoli. —

Giacomo Pelfer

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