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Pontedera

Il caso-scuola scuote il Pd di Crespina: si dimettono due segretari

Francesco Turchi
Il segretario dei Giovani Democratici Calogero Aquila
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Il segretario dei Giovani Democratici Calogero Aquila

Pratelli e Bosco lasciano la guida dei circoli in dissenso con la giunta D’Addona. Bertini: «Nessuno ha ragione al 100%», all'attacco anche i Giovani Democratici

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Crespina Lorenzana. I segretari dei due circoli del Pd si dimettono in dissenso con la linea pro-sindaco approvata – a maggioranza – al termine di direttivo congiunto. La commissaria provinciale del Partito Democratico Valeria Valente “congela” le dimissioni in attesa di sviluppi. E intanto il segretario dell’Unione comunale tesse la tela per arrivare a una soluzione condivisa, minata anche dal “fuoco amico”, con i Giovani Democratici che attaccano la giunta Pd. La vicenda delle iscrizioni alla prima media della nuova scuola Cozzi di Crespina, si è trasformata in un caso politico, sulla spinta di un gruppo di genitori che ormai da mesi lottano per tutelare i diritti – che ritengono violati – dei loro figli.

Un caso che è esploso in seguito alla chiusura delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Delle 61 domande presentate, 16 sono di ragazzi che non risiedono nel territorio di Crespina Lorenzana. Una tendenza storica – trainata dal “senza zaino” – che però il Comune non è più disposto ad accettare per motivi economici e di spazi carenti nelle primarie. E così il sindaco Thomas D’Addona ha stabilito, nel nuovo piano di utilizzo degli edifici, che il nuovo plesso che fa parte dell’Istituto Mariti ospiterà 2 sezioni, quando teoricamente potrebbe ospitarne 3. Lo stesso provveditore, poi, non ha concesso la terza sezione: in sostanza perché per darla a Crespina, avrebbe dovuto toglierla a Perignano (la gran parte dei 16 alunni “fuori sede” vivono nel comune di Casciana Terme Lari).

Ma la battaglia dei genitori, culminata in due presidi davanti alla scuola, ha finito per spaccare il partito di maggioranza. Il segretario del circolo Pd di Cenaia Crespina, Fausto Bosco, era stato il primo a uscire allo scoperto, con una lettera inviata al nostro giornale, con la quale interveniva nel dibattito «a titolo personale», per auspicare una soluzione attraverso «una discussione seria: io mi schiero dalla parte dei diritti dei bambini». Una posizione confermata anche nel corso della riunione congiunta tra il direttivo del suo circolo e quello di Lorenzana. Nel corso della quale, insieme all’altro segretario, Franco Pratelli, ha mantenuto una posizione tutt’altro che in linea rispetto a quella del sindaco D’Addona e della sua giunta. Alla fine però il documento che invitava l’amministrazione comunale al confronto con genitori e sindacati, è stato bocciato. E i segretari si sono dimessi.

«Ma la commissaria Valente – spiega Maurilio Bertini, segretario dell’Unione comunale del Pd – ha congelato le loro dimissioni, in attesa di eventuali evoluzioni. La ragione al 100% non sta da nessuna parte. La priorità sono i bambini e da questo bisogna partire per una concertazione anche con gli stessi sindacati, che comunque i loro errori li hanno commessi». Bertini sottolinea che «sono in fase di elaborazione alcune possibili soluzioni, con il coinvolgimento dello stesso Provveditorato e dell’assessora regionale Alessandra Nardini».

Insomma, la partita – al di là delle nette chiusure arrivate finora da D’Addona, «è ancora aperta. Partiamo da una proposta: se davvero a fare da traino al boom di iscrizioni è il “senza zaino” – prosegue Bertini – proviamo a vedere se ci sono i presupposti per estenderlo a scuole di altri comuni». Magari iniziando dal plesso di Perignano, in modo da dare una risposta alle famiglie interessate senza sovraccaricare la nuova scuola di Crespina.

Intanto nei confronti di D’Addona arrivano le stoccate di Calogero Aquila, segretario provinciale Giovani Democratici Pisa e Nicola Santini, segretario comunale Gd Cascina e Crespina Lorenzana: «Siamo contenti che parte del Pd abbia rivisto la propria posizione. La decisione – che contestiamo da mesi – del sindaco e della giunta ci sembra al di fuori dei valori del centrosinistra e non appartiene ai valori propri della scuola pubblica, come ha rimarcato più volte l’ex dirigente scolastica (Daniela Pampaloni, ndr) e attuale responsabile nazionale della rete “senza zaino. Viene a mancare l’idea di scuola come bene comune che appartiene al Paese e non solo ai crespinesi, cenaiesi e lorenzanesi. Ci auguriamo che la giunta intervenga tempestivamente in accordo con genitori, sindacati e direzione didattica». —

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