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Calci agli specchietti di cinque auto in sosta: «È stato un giovane»

Andreas Quirici
Calci agli specchietti di cinque auto in sosta: «È stato un giovane»

Allarme tra i residenti di via Buozzi nel quartiere Bellaria. Vicini richiamati da una serie di colpi provenienti dalla strada

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PONTEDERA. Una serie di colpi sordi e di vetri che cadono a terra. E poi le urla di una ragazza: «Ma cosa stai facendo?». I vicini che si affacciano e osservano la scena di un giovane intento a prendere a calci gli specchietti retrovisori di alcune auto parcheggiate lungo via Buozzi a Pontedera.

Alla fine saranno cinque le macchine in sosta vandalizzate senza un apparente motivo. Ma il danno e la rabbia per un episodio gratuito che, come minimo, costerà in termini di perdite di tempo tra segnalazioni alle assicurazioni e attesa per i risarcimenti dalle compagnie per un gesto che ha allarmato non poco il vicinato della strada nel quartiere Bellaria a Pontedera.

La chiamata al Tirreno è arrivata proprio da un residente in via Buozzi che preferisce rimanere anonimo per paura di ritorsioni da parte del responsabile dei danneggiamenti: «Molti di noi si sono affacciati richiamati dai rumori provenienti dalla strada. Abbiamo visto questo ragazzo, insieme a una sua coetanea che gli chiedeva il motivo dei calci agli specchietti e che cercava di fermarlo».

Un tentativo vano visti danni alle auto parcheggiate lungo la strada che sfocia in via Roma. Dopo che i due sono scomparsi, i residenti sono scesi per controllare la situazione. E alcuni di loro hanno constatato che gli specchietti delle loro auto erano stati rotti. Subito è scattata la telefonata a commissariato con l’arrivo di una pattuglia della polizia. «Gli agenti hanno scattato fotografie per certificare i danni, spiegando anche di avere un’idea su chi può essere il responsabile», ha detto l’abitante di via Buozzi che ha segnalato l’accaduto al nostro giornale.

I proprietari delle auto vandalizzate hanno sporto denuncia consegnando la documentazione alle assicurazioni per gli eventuali risarcimenti. Ma resta il timore che un gesto senza spiegazioni come quello dell’altra sera possa accadere di nuovo. —

A.Q.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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