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Pontedera

botta e risposta tra ceccardi e betti 

Case popolari, stop al vincolo dei cinque anni: partì da Cascina

Libero Red Dolce

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cascina. Cascina era stata la testa di ponte dell’operazione “case popolari agli italiani” lanciata dalla Lega sul territorio toscano e poi diventata campagna nazionale del Carroccio. Dopo qualche anno da quella legge – e qualche graduatoria falcidiata –, nei giorni scorsi la giunta regionale ha predisposto una modifica alla legge regionale toscana in materia di edilizia residenziale. E la notizia non può che rimbalzare con discreto rumore a Cascina, là dove tutto iniziò.

Era il 2016. Era la Cascina di Susanna Ceccardi e di Edoardo Ziello, ora deputato del Carroccio, allora rampante assessore al Sociale. La Lega vide l’occasione tra le pieghe di una legge regionale, a firma Stefania Saccardi, che si prestava a un’interpretazione restrittiva riguardo al vincolo di residenza di 5 anni sul territorio per potere accedere ai bandi popolari. Il Pd aveva preparato la strada, la Lega la imboccò.

La legge fu adottata da diversi comuni e Cascina, in Toscana, ebbe il ruolo di apripista. Una macchina da consenso in un momento di crescita esponenziale per il partito di Matteo Salvini.

La Regione in questi giorni fa marcia indietro, sulla scorta di diverse sentenze della Corte Costituzionale che dichiararono illegittimo il criterio della resistenza ultra quinquennale.

Annuncio che non trova favorevole l’ex sindaco ed eurodeputata Susanna Ceccardi. «Togliere il requisito di residenza dei cinque anni significa spalancare le graduatorie a persone che vengono da un giorno all'altro da tutto il mondo. Questo farà si che moltissimi toscani, che da anni attendono una casa popolare, verranno scavalcati nelle graduatorie e finiranno in fondo alla lista», scrive in aperta polemica contro la proposta di legge regionale.

Secondo Ceccardi ci saranno conseguente amministrative: «È una decisione sconcertante e incosciente. Giani e la sua Giunta probabilmente non immaginano neppure che cosa succederà dal punto di vista pratico».

Nel settembre 2017 la sua giunta, per bocca di Ziello, s’intestava quello che riteneva un successo politico: solo 16 famiglie straniere su 114 ammessi nella graduatoria.

E i ricorsi erano pochi, trattandosi spesso di nuclei familiari poveri, a volte anche poco attrezzati anche culturalmente per una battaglia legale nel merito.

Di tempo da allora ne è passato. Quattro anni. Eppure Cascina, in contrasto con le regole, non pubblica un bando per l’assegnazione di case popolari da cinque anni. E ora, il sindaco Michelangelo Betti, annuncia di volerlo fare. «Abbiamo atteso questa notizia perché volevamo evitare di metterci nella situazione di andare contro la legge regionale o contro la Costituzione. Sulla polemica di Ceccardi c’è poco da dire: s’informi sul dettato costituzionale, mi pare che in altre stagioni la Lega è stata paladina della difesa della Costituzione. Sia conseguente». —

Libero Red Dolce

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