Sicurezza
Panaiotti, la colonna della pallavolo a Peccioli
Cominciò per caso nel 1980 e da allora ha ricoperto anche ruoli nella Federazione
Nella pallavolo la schiacciata è uno dei fondamentali della disciplina. E tra le cose fondamentali, a Peccioli e in provincia, quello sport annovera anche Franco Panaiotti, 79 anni il prossimo 8 agosto. Da 40 anni colonna portante del volley.
E pensare che tutto iniziò per caso. Fu il medico Eros Panizzi a chiamare Franco per un’emergenza, una domenica mattina prima di un match. Era il 1980 e Franco, sempre affabile nelle cose di paese, non disse no. Anzi, andò alla palestra e ci portò anche la figlia Eleonora a vedere quella squadra Volley Pecciolese che militava nel campionato di serie C. Fu un amore a prima vista. «Così si pensò di andare a vedere anche la partita successiva, in trasferta, sempre che non si giocasse troppo lontano. Il caso volle che l’impegno agonistico – spiega Franco Panaiotti – si tenesse alla palestra Pacinotti di Pontedera. Anzi. Mi fu chiesto di imbarcare anche qualche ragazza perché c’erano problemi di trasferimento».
Ma la sorpresa arrivò proprio qualche minuto prima della gara. Il dottor Panizzi ebbe un impegno professionale urgente, il dirigente accompagnatore non si potette presentare. «Così andò che nella lista infilarono il mio nome e mi sedetti in panchina. Una folgorazione bella e buona».
Ecco le origini della grande passione di Franco per la pallavolo. Il padre era di Pontedera e in città risiedette nel primi anni di vita, alternando le visite a Peccioli dove dall’età di 17 anni non ha poi più smesso di abitare. Faceva il magazziniere alla Famos cucine, azienda che poi cessò l’attività, ma Panaiotti aspettava la domenica per riempirsi gli occhi di battute, bagher, alzate e schiacciate. Fintanto, stava per iniziare la stagione agonistica ‘81/82, fu portato ancora di più dentro alla società, alla quale però non potette fare a meno di porre le sue condizioni. Di crescita. «Ok, possiamo fare qualcosa insieme, però voglio che questo sia fatto sotto l’egida della Federazione, la Fipav».
Non gli dettero torto, e dalla Prima divisione fu un vero e proprio crescendo. Da 20 gli appassionati salirono a 70; oggi sono 800 e se facciamo un’equazione con gli abitanti pecciolesi non è difficile affermare che uno, se non due per famiglia, mastica volley. «Circa quattro anni fa, i pallavolisti arrivavano a circa 150». Insomma, un boom sotto rete.
In Franco Panaiotti la passione cresceva sempre di più, tanto da non “accontentarsi” di fare il dirigente a Peccioli. Arrivò il momento della pensione dal lavoro e il maggior tempo a disposizione gli fece dire “se volete vi do una mano” a quelli dei vertici provinciali della Federazione. I quali non si fecero scappare l’occasione di iniziare a poter contare sulla collaborazione più continuativa di Panaiotti. «La mia – dice – è stata senz’altro un’anomalia. Un operaio, o ex tale, ai vertici, quando generalmente sono incarichi che si danno a chi è imprenditore per poter trattare “alla pari” con altri imprenditori». Ma il presidente territoriale Roberto Ceccarini aveva ampie vedute, .
Tra i suoi fiori all’occhiello Martina Guiggi (nata il 1° maggio 1984), che proprio con la squadra donne di Peccioli iniziò la sua scalata al volley nazionale che ha mollato proprio da poco dopo essere diventata mamma per la seconda volta. L’ex centrale azzurra, tesserata per il Calcit Kamnik, moglie dal 2018 del bosniaco Mitar Djuric, già opposto dell'Itas Trento, ha detto basta.
Così come, nell’ultimo sabato di maggio, ha detto basta Franco Panaiotti con un messaggio sui social inviato a tutti coloro che hanno a che fare con la pallavolo targata Peccioli. In esso ricorda come «in tutti questi anni ho cercato di fare gli interessi della società, anche sacrificando gli interessi della mia famiglia, affinché potesse crescere sia come numero che come importanza nel panorama territoriale e regionale della Federazione. Io – scrive Panaiotti – non sono solito vantarmi ma lasciatemelo dire con un certo orgoglio: il Volley Peccioli è diventata una bella realtà, temuta e rispettata nei vari campionati ai quali ha preso parte».
E raccomanda: «Viviamo in un territorio nel quale il settore produttivo è pressoché scomparso e quindi ci sono grosse difficoltà a trovare sponsor. La sola strada, in questo momento, rimane l’autofinanziamento. Vi chiedo, carissimi genitori, di mettere da parte malumori di ogni genere per ripartire con un nuovo impegno»,
Conclude proponendo per la carica di presidente Daniele Belliti, «che ritengo in grado di dare un buon apporto». —
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