Il Tirreno

Pontedera

tante buche nel campo da gioco  

«Lavoriamo insieme per recuperare il prato del Redini»

Libero Red Dolce
«Lavoriamo insieme per recuperare il prato del Redini»

Appello del Cascina all’amministrazione comunale «È importante per tutto il nostro movimento sportivo»

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Libero Red Dolce

cascina. Con la squadra seconda a una giornata dalla fine di questo strano campionato a nove partite dell’Eccellenza – il Covid ha fatto i suoi danni ovunque – dalla dirigenza del Cascina arriva un appello all’amministrazione comunale: «Lavoriamo insieme per recuperare il manto erboso dello stadio. È importante per tutto il movimento sportivo cascinese, che con forza sta lottando per ritrovare continuità e risultati di livello».

Il campo da gioco è pieno di buche e giocare al comunale Redini è un’impresa proibitiva. Il manto è un vero e proprio campo minato su tutta la superficie. Con il rischio di farsi male. Al Comunale la squadra si allena e basta. La società viene ospitata dall’Atletico Cascina al Fiorentini.

Il presidente Valerio Sisti è ovviamente soddisfatto per una stagione che nonostante i disagi e le difficoltà sta rivelando un notevole potenziale della squadra. E, con tutta la scaramanzia del caso, riflette sul futuro: «Dovesse succedere che fossimo lì fino alla fine, come sembra proprio che sia, quest’anno chiaramente puntiamo al miglior risultato. Dovesse essere quello di andare in serie D dovrò bussare a qualche porta. Da soli avremmo difficoltà ad affrontare una situazione del genere».

L’amministrazione comunale ospita la squadra per il campo, insieme all’Atletico Cascina, che è una società di puro settore giovanile. Il Cascina ha un accordo e può giocare, però affrontare un campionato di serie D è un’altra cosa. E richiede strutture adeguate. Cosa che al momento non è nell’orizzonte cascinese.

«Io spero che questa idea possa piacere anche ad altri e spero che ci si potrà lavorare assieme», aggiunge Sisti speranzoso e propositivo. Altre società, pare, si sono fatte avanti per ospitare la squadra nel caso di buoni risultati. Ma questo comporterebbe anche un cambio di nome, per ovvie ragioni. «Noi ci chiamiamo Cascina e ci piacerebbe rimanere tali», aggiunge Sisti. Il Redini viene dato in gestione dall’amministrazione con un affitto annuale con una gara al ribasso, ma manca una convenzione pluriennale. E con quel sistema è chiaro che è difficile avere i soldi sufficienti. Servirebbero invece investimenti di più ampia portata e conseguente manutenzione migliore. Questa la speranza della dirigenza. —

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