Il Tirreno

Pontedera

la protesta della consulta di san donato 

Soldi stanziati da anni per i lavori mai partiti «Ora basta promesse»

Nilo Di Modica
Soldi stanziati da anni per i lavori mai partiti «Ora basta promesse»

Il rio tombato fa paura e l’argine dell’Arno frana da 10 anni «Finanziati 565mila euro, poi riunioni e annunci disattesi»

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Nilo Di Modica

san miniato. «Se non si fanno in estate questi lavori, quando ce li dovremmo aspettare?». La bella stagione giustifica l’impazienza a San Donato, dove da molto tempo, e in certi casi da anni, cittadini e membri della consulta attendono due grandi lavori di rimessa in sesto del territorio che almeno sulla carta sono stati già finanziati. Stiamo parlando dell’ormai annosa voragine sul lato sinistro dell’Arno all’altezza del ponte fra San Miniato e Santa Croce, ma anche della “stombatura” del Rio Pratuccio, canale che attraversa la frazione e che da tempo attende lavori di manutenzione al fine di evitare allagamenti del quartiere durante le precipitazioni.

«La storia della frana in Arno è iniziata ormai molti anni fa, nel 2011, quando per la prima volta feci la segnalazione alle autorità e la Protezione Civile fece tutti i suoi rilievi» racconta Roberto Bartalini, coordinatore e portavoce della Consulta della frazione sanminiatese che tanto in questi anni ha discusso di questa situazione. Nel 2018 la Regione ha stanziato ben 500mila euro per mettere in sicurezza la zona. «Da allora si sono tenute riunioni, anche con la Consulta, con le autorità locali ed il genio civile – continua Bartalini – nella quale ci indicavano la scaletta dei lavori che sarebbero dovuti iniziare nel 2018 e terminare nel 2019». Lavori che però non hanno mai visto la luce. L’ultima grande operazione di bonifica del tratto di fiume, al momento, resta quella effettuata nel settembre 2016, quando si intervenne parzialmente sul isolotto al centro del fiume, eliminandone almeno la vegetazione. Lavori che dovevano essere solo l’inizio di una serie di interventi, in risposta anche ad anni e anni di raccolte firme e proteste dei residenti. «Nel frattempo per ben due volte sono venuti, nel 2019 e 2020, a delimitare il cantiere e sfalciare la vegetazione in vista dei lavori – continua – ma poi niente è partito».

Diversi committenti ma stessa situazione, invece, sul fronte del Rio Pratuccio: un corso d’acqua che si sviluppa ad sud-est dell’abitato di San Donato e sfocia in Arno. Nel suo tratto iniziale, costeggia l’Interporto per arrivare al tratto tombato realizzato, per quanto visibile dall’esterno, da una struttura in muratura che prosegue fino alla cataratte sull’argine sinistro dell’Arno, in corrispondenza di via Arginale ovest. L’ultimo tratto all’altezza della ex fornace “Gronchi” è “tombato” ossia intubato e non ispezionabile. Accertamenti condotti con il Consorzio 4 Basso Valdarno, hanno individuato tra le più importanti cause di ristagno alcuni tratti del rio che risultano coperti. L’operazione attesa di “stombatura”, mette in sicurezza la parte del canale che potrebbe franare e ostruire il regolare deflusso delle acque. «La Regione Toscana da circa due anni ha finanziato l’opera per circa 65mila euro girando la somma al comune di San Miniato – dice il presidente della consulta – che nonostante gli annunci, ancora non ha provveduto». I problemi, però, non finiscono qui. «Da oltre un ventennio è stato scavato un altro canale, il Rio Nuovo che partendo dall’Interporto fa defluire le acque sempre in Arno, regolate anche queste da una cataratta – racconta il presidente della consulta –. Era stata studiata una stazione di pompaggio che prosciugasse l’acqua dei canali in occasione delle piene. Ebbene questo importante impianto è fermo da circa un decennio per un contenzioso tra Comune e ditta esecutrice. Chi abbia ragione o torto a noi poco importa. L’importante che si sblocchi questa situazione». —

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