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Discarica di Chianni, l’allieva Nardini non convince il prof: bocciatura bis

Alessandro Bientinesi
La discariga Gillaia a Chianni
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La discariga Gillaia a Chianni

Caso Grillaia: la controreplica di pasquale vaira all’assessora regionale 

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CHIANNI. Non poteva ritenersi soddisfatto della risposta che la sua ex allieva, ora assessora regionale, Alessandra Nardini gli aveva dato sulla sempre più intricata vicenda della discarica di Chianni.

Pasquale Vaira, uno dei principali “volti” dei vari gruppi che si oppongono all’arrivo dell’amianto alla Grillaia, ha deciso ieri di replicare alle dichiarazioni rilasciate da Nardini al Tirreno. «Cara Alessandra, leggendo le tue parole, consentimelo, non ho potuto fare a meno di ricordare il classico e triste ritornello del “ci urinano addosso e vogliono farci credere che piova” – risponde usando subito una metafora colorita Vaira –. Ti rammento essere stata la giunta della Regione, con Enrico Rossi presidente, in data 26 maggio 2020 ad aver autorizzato, con la delibera 629, la Nuova Servizi Ambienta al conferimento di 270 mila metri cubi di amianto. La stessa Regione Toscana nei 22 anni precedenti non ha trovato, colpevolmente, alcuna soluzione alla Grillaia, dove i conferimenti rifiuti sono stati bloccati dal 1998 ma la cui effettiva chiusura e messa in sicurezza da parte della proprietà non è mai avvenuta».

La controrisposta all’assessora Nardini è, per Vaira, un’occasione per tornare sulle responsabilità della precedente giunta. E sulla scelta politica di individuare proprio il sito di Chianni come “soluzione” per la montagna di amianto, quasi 2 milioni di tonnellate, che la Regione deve smaltire. «Rossi, profondo conoscitore della Grillaia, fin dagli anni ‘90, da quando cioè era sindaco di Pontedera, quindi consigliere, poi assessore e, alla fine, per due legislature, governatore della Regione Toscana, ha avuto la faccia tosta, in zona Cesarini, in pieno lokdown, già quando avrebbe dovuto esserci lo scioglimento del consiglio regionale per le elezioni, di decidere a una manciata di settimane dalla fine del suo secondo mandato, di favorire, con la pessima soluzione dell’amianto, la proprietà privata Nasa a scapito del territorio dell’Alta Valdera che ben altro avrebbe meritato e di cui tu eri e sei rappresentante in Regione – tuona ancora Vaira nella sua lettera aperta numero due –. Tu, Antonio Mazzeo e Andrea Pieroni sosteneste, nei giorni successivi al 26 maggio 2020, di non essere a conoscenza della decisione della giunta. Lo dichiaraste ai quattro venti alla stampa, su Fb e in varie altre occasioni. Mi ricordo fummo in diversi a farvi notare la grossa contraddizione nella quale vi venivate a trovare facendo tali dichiarazioni. Voi provaste, debolmente, con una mozione approvata dal consiglio regionale a far decadere la delibera. In realtà quella mozione è stata carta straccia. Non ha cambiato la storia di una virgola. Poi pochi altri interventi pubblici, il tuo impegno mi pare finisca qui. E mi sembra si commenti da solo».

Alla fine, come nella prima lettera, Vaira apre di nuovo la scatola dei ricordi. Con amarezza.

«Personalmente, lo ribadisco ancora, mi lega a te un sentimento di stima, sin dai tempi della scuola. Ma oggi mi trovo a contestare il tuo comportamento e quello della Regione relativamente alla Grillaia. Di questo stiamo parlando. Ti ringrazio ovviamente dell’attenzione sperando di averti con noi a lottare contro l’amianto buttato in discarica a oltraggiare territori bellissimi che non meritano tale trattamento. Come, mi pare aver capito, non meriti tale trattamento l’amianto stesso che deve essere tolto dai tetti, ma deve avere il suo percorso di inertizzazione all’interno di un piano regionale di smaltimento che la Regione Toscana dovrebbe avere e che invece ancora, mi pare, non abbia».

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di Redazione web