Il Tirreno

Pontedera

La notte bianca delle chiese fa tappa venerdì a Palaia

Tra i protagonisti Mattii e il coro di San Lorenzo 

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arte e fede

La chiesa di Sant’Andrea a Palaia sarà una delle tappe de “La lunga notte delle chiese”, il festival nazionale organizzato dall’associazione BellunoLaNotte e che mette in rete chiese, parrocchie e diocesi dal 2016 in tutta Italia. L’appuntamento è per venerdì alle ore 21.

L’iniziativa è promossa e resa possibile grazie alla collaborazione tra Associazione nazionale Città dei Presepi, Comune di Palaia, parrocchia di San Martino, Ucai (Unione Cattolica Artisti Italiani) e Terre di Presepi. Per quanto riguarda la proposta artistica, sarà il coro di San Lorenzo di Castelfiorentino ad esibirsi attraverso i canti e le musiche di Stefano Mattii, le voci soliste di Giulia Orlandini e Miriam Borgioli e alcuni membri del coro, sotto la direzione del maestro Ivano Mainardi. Tra i brani in programma che saranno presentati sono previste tutte le principali hit liturgiche che hanno fatto conoscere in Italia e all’estero Mattii. Per garantire la sicurezza Covid (i posti sono limitati) è necessario prenotarsi all’ufficio turistico (ore 9-13) allo 0587621437.

La “Lunga notte delle chiese” è la prima notte bianca dei luoghi di culto in cui si fondono musica, arte, cultura, in chiave di riflessione e spiritualità ed è un evento organizzato dall’associazione BellunoLaNotte di Belluno in collaborazione con diocesi e chiese.

Per Marco Gherardini, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città dei Presepi e sindaco di Palaia, si tratta di «una bella occasione per far conoscere il territorio con le sue bellezze e le sue chiese, veri e propri scrigni di arte e di fede. In Sant’Andrea si conservano tra l’altro opere di particolare pregio artistico come la Madonna dipinta di Andrea della Robbia, il crocifisso ligneo sull’altare maggiore opera di Andrea Pisano e un altro crocifisso ligneo dipinto sulla cappella sinistra, di scuola senese del Trecento. Inoltre, sono presenti alcune statue in terracotta invetriata, parte di un dossale d’altare di Andrea della Robbia, di provenienza ancora ignota e una notevolissima Madonna col Bambino di Luca della Robbia la cui importanza è accresciuta dal recupero della sua quasi integra policromia quattrocentesca a tempere». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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