Gioco
«Grazie, sei un’istituzione e meriti gli applausi di tutti i fucecchiesi»
la lettera
Spesso si abusa della parola “istituzione”, soprattutto quando la si vuol agganciare ad una persona fisica, magari per lodarla e ingrandirne le qualità.
Nel caso di Duilio Seghi, titolare dell’omonimo ristorante da Duilio a Fucecchio, mai questa parola fu spesa cosi bene. Duilio appende il mestolo al gancio, o meglio, per un po’ di tempo continuerà a dare una mano per il passaggio alla nuova gestione, ma non sarà più lui il titolare.
Per la maggioranza dei fucecchiesi sarà l’occasione per sentirsi un groppo in gola, ma vorrei farmi artefice, per me e tutti loro, di trasformare la nostra emozione in un lungo applauso per questo meraviglioso
Maestro che, per tanti anni, accompagnato dalla dolce e discreta moglie Vera Guerrieri, ha prestato servizio al nostro paese con il suo estro di cuoco. Una breve ma doverosa cronistoria: Duilio arriva a Fucecchio da Piteglio, un ameno piccolo borgo sulle colline pistoiesi, nel 1960; presta il suo servizio di cuoco presso il ristorante da Ovidio fino al 1968; da quella data in poi apre la sua attività come ristorante da Duilio all’inizio della via Pistoiese, per dirla ai non fucecchiesi davanti alla Fattoria Montellori, per poi trasferirsi, a poche centinaia di metri, in via Napoleone Bonaparte, dal 1972 ad oggi.
Durante questo lungo percorso si è distinto con l’eccellenza dei suoi piatti e mantenendo il suo attaccamento alla tradizione della cucina toscana; i fucecchiesi sanno cosa significa, per il loro palato, le pappardelle alla lepre di Duilio, il suo arrosto misto, il suo pollo al mattone, per non parlare della tradizione dell’appuntamento del venerdì con il suo baccalà ed il suo cacciucco. Dobbiamo quindi ringraziarlo per averci fatto mangiare bene e assecondato nei nostri desideri culinari, per il grande rispetto regalato al nostro e suo paese, soprattutto con il suo silenzio e la sua discrezione, sempre accompagnato dal sorriso di Vera; ha parlato con la sua maestria in cucina e con uno sconfinato amore per il suo nobile mestiere. Colgo l’occasione per un ultimo ringraziamento, ed incoraggiamento, alla nuova gestione, che si prende la “bega” ma anche l’onore di mantenere aperto il ristorante; sarà gestito da Gabriele Mannucci con la nipote Alessia Sica, supportati anche dagli altri soci Federico Donnini, Massimiliano Maruccia e Stefano Petrucci.
Grazie Duilio.
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